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Empoli, il miracolo di Fabrizio: guarito dal cancro a 77 anni – La lettera: «Sole dopo la tempesta, inizia la mia nuova vita»
Dopo un anno durissimo e l’asportazione dello stomaco, l’ex paziente del San Giuseppe racconta la sua rinascita e ringrazia il reparto che lo ha accompagnato nel percorso
«Come mi ha comunicato l’oncologo, sono “miracolosamente” guarito da ogni forma di cancro». Così Fabrizio Carabba, 77 anni, ex paziente oncologico dell’ospedale di Empoli ringraziando medici e infermieri dopo una dura battaglia contro il tumore.
Il percorso di cura
«Ho affrontato un percorso che i medici dell’ospedale di Empoli hanno definito “miracoloso” – sottolinea –. Ho pagato un prezzo importante con l’asportazione dello stomaco, ma con attenzione, costanza e perseveranza si può convivere serenamente con questa condizione e continuare a vivere una vita piena e felice».
Il sostegno della famiglia
La lettera prosegue: «Sono felice, così come lo sono mia moglie Laura e mia figlia Giulia, che con il loro amore e il loro sostegno, hanno contribuito in modo determinante a rendere possibile questo miracolo».
Una nuova vita
«Inizia una vita nuova: sono tornato a guidare in autonomia e a lavorare con serenità. Questo anno mi ha insegnato moltissimo, soprattutto il valore dell’amore per la vita in ogni sua sfaccettatura».
La malattia come svolta
Fabrizio nella sua lettera racconta: «Il male improvviso è stato per me una violenta chiamata alla riflessione che mi ha alterato la percezione del tempo. Un evento inaspettato che si è abbattuto come una tempesta sulla mia vita togliendomi tutte le certezze. Ora è finito, sono tornato a vivere».
Il ringraziamento ai medici
La lettera si conclude: «Questo grazie a medici e infermieri del San Giuseppe che mi hanno seguito lungo tutto il percorso in maniera fantastica, professionalmente e umanamente. Quando il dottor Claudio Marinozzi mi ha annunciato la splendida notizia, l’ho abbracciato e con lui tutto il reparto di oncologia. Il mio – conclude Carabba – vuol essere un gesto di gratitudine e speranza per le persone che sono in cura in questo reparto dove tutti, con abnegazione, spirito di sacrificio e professionalità, provano a far vivere ad ogni singolo malato la meravigliosa favola che hanno regalato a me».
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