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Fi-Pi-Li, il viadotto è a “rischio”: chiuse le banchine inagibili – Cosa cambia
Le limitazioni sul ponte dell’Elsa in attesa della riqualificazione: l’obiettivo è impedire l’uso delle strutture ai mezzi pesanti per «evitare possibili deformazioni»
EMPOLI. Per il momento sono state delimitate con “delineatori stradali” e una striscia gialla sull’asfalto e rese “inaccessibili”. Una misura di protezione temporanea, in attesa degli interventi di messa in sicurezza, per impedire alle auto, ma soprattutto ai mezzi pesanti, di “sconfinare” dalla carreggiata e mettere a rischio la tenuta del viadotto, già nei mesi scorsi oggetto di lavori di somma urgenza per far fronte allo stato di «degrado» e per risolvere annose criticità.
Il viadotto sull’Elsa, opera che si trova lungo la Fi-Pi-Li al confine tra Empoli e San Miniato, è finito nuovamente all’attenzione dei tecnici della Città metropolitana di Firenze, che ha deciso di chiudere temporaneamente la banchina – sia in direzione Firenze che in direzione mare – per prevenire eventuali «deformazioni» delle solette in cemento armato. I sopralluoghi hanno infatti evidenziato rischi a causa delle continue sollecitazioni, soprattutto da parte dei mezzi pesanti, e la necessità di intervenire per mettere in sicurezza l’opera realizzata alla fine degli anni Settanta.
La chiusura delle banchine è stata prevista a tempo “indeterminato”, almeno fino alla concretizzazione dei primi interventi che serviranno a rinforzare il tratto di carreggiata esterno e in attesa di un intervento strutturale che la Città metropolitana di Firenze potrà avviare quando la Regione Toscana stanzierà i fondi necessari ad eseguire gli interventi. Le limitazioni riguardano un tratto di circa trecento metri in direzione Firenze e di circa trecento metri in direzione mare.
Le ulteriori criticità al viadotto – che attraversa il fiume Elsa e la strada provinciale 10 – sono emerse a seguito dei lavori effettuati nei mesi scorsi quando è stato predisposto un intervento di somma urgenza per la manutenzione straordinaria dei “baggioli”, gli elementi in calcestruzzo armato che si trovano tra la strada e la sottostruttura che sostiene le travi principali.
I sopralluoghi e le ispezioni condotte a più riprese a partire dal 2013, eseguite anche dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) per valutare la tenuta dell’infrastruttura, hanno evidenziato «chiari segni di degrado e necessità di opere di manutenzione» e la necessità di «un primo intervento di messa in sicurezza provvisoria che sia in grado di eliminare almeno provvisoriamente i difetti ed i danneggiamenti che sono stati rinvenuti, soprattutto per quanto riguarda i baggioli altamente danneggiati e talvolta distrutti».
Lavori materializzati durante il periodo estivo che hanno portato al risanamento di una parte delle strutture risultate maggiormente a “rischio”, ma che hanno fatto emergere altri possibili pericoli per la tenuta del viadotto. Da qui la decisione della Città metropolitana di Firenze di chiudere le banchine laterali dell’infrastruttura per impedirne l’uso da parte dei mezzi pesanti ed evitare, in attesa dei lavori di riqualificazione, sollecitazioni che potrebbero mettere a rischio la tenuta del viadotto.
