Il Tirreno

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Ambiente in pericolo

Boom di abbandoni di rifiuti a Empoli: raffica di multe e sempre più auto “dimenticate”

di Sara Venchiarutti

	Rifiuti abbandonati al lato della strada
Rifiuti abbandonati al lato della strada

Rimossa anche la carcassa di un motoscafo: ecco dove si trovano le discariche a cielo aperto

30 gennaio 2024
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EMPOLI. Ogni settimana gli ispettori ambientali escono e controllano il territorio di Empoli. Abbandonati ai cigli delle strade, nelle campagne, nei parcheggi o accanto ai cassonetti hanno trovato un po’ di tutto nel corso dell’ultimo anno: i “classici” rifiuti “casalinghi” nei sacconi neri, elettrodomestici o mobili in disuso, materiali ingombranti, un bel po’ di cartongesso e altri materiali edilizi, tante automobili e furgoni ormai derelitti (sei quelli rimossi solo l’anno scorso) e pure un motoscafo, tanto per non farsi mancare nulla. Hanno trovato anche rifiuti pericolosi: nel 2023 il caso più eclatante – e grave – nella zona di Santa Maria, in via del Ponterotto, dove gli ispettori si sono trovati davanti dell’amianto. Subito rimosso, sì, ma per farlo serve un servizio accessorio che il Comune deve pagare. E nemmeno poco. «Circa 200-300 euro al metro quadro, anche se dipende dalla quantità», spiega l’assessore all’ambiente Massimo Marconcini insieme alla responsabile dell’ufficio ambiente comunale Daniela Miccolis.

I numeri

In totale, nel 2023 gli ispettori ambientali del Comune hanno eseguito 1.409 controlli. I rifiuti ispezionati sono stati 2.392 e hanno portato a 91 sanzioni per un valore complessivo di 9.240 euro. In pratica una media di 102 euro a sanzione. Importo, quello complessivo, che somma le multe emesse, non quelle “incassate” dalle casse comunali. Se infatti il multato non paga, ecco che scatta l’ordinanza di ingiunzione. E se i controlli, rispetto al 2022, restano costanti, aumentano – anzi, raddoppiano – gli importi delle sanzioni, che l’anno scorso erano arrivati a poco più di 4mila euro totali. Dall’ottobre dell’anno scorso poi l’abbandono di rifiuti è diventato un reato di natura penale anche per i cittadini: gli organi di controllo, spiegano gli uffici, fanno direttamente la denuncia alla Procura e quindi la sanzione non è più amministrativa. In parallelo, oltre al controllo degli ispettori, «quando viene chiamata in causa anche la polizia municipale c’è un’ulteriore attività che ha portato all’emissione di 35 verbali. Tre accertamenti non hanno portato all’individuazione di responsabilità, mentre al momento ci sono due indagini penali in corso», spiega dati alla mano Miccolis.

Sos automobili

Un capitolo a parte è quello delle auto o motorini lasciati in un campo. Nella frazione di Avane, ad esempio, «abbiamo rimosso tre furgoni», ricorda Marconcini. Con abitacoli che molto spesso diventano anch’essi ricettacolo di altri rifiuti. Poi è stata la volta di una macchina al cimitero della Misericordia e spesso se ne trovano nelle campagne. «In quattro anni – calcola Marconcini – abbiamo rimosso circa 40 auto, una media di 10 veicoli all’anno». E non è poco, perché rimuoverne una non è mica così semplice. «Anche se non più usata, è pur sempre una proprietà privata – spiega l’assessore – e perciò servono degli iter burocratici piuttosto lunghi».

I luoghi

Per quanto riguarda i punti di abbandono, non ce ne sono di “preferiti”. Il fenomeno si registra nel territorio comunale senza luoghi particolarmente sensibili. «In campagna e nelle periferie – spiegano Miccolis e Marconcini – si verificano gli abbandoni più grossi (a dicembre ce ne è stato uno lungo la via Senese Romana, a Brusciana), mentre in città ne registriamo di più, ma meno gravi. Spesso si tratta di conferimenti irregolari nei cestini urbani, o di bottiglie di vetro appoggiate fuori dai bidoni. A volte si tratta proprio di pigrizia mentale, scarso senso civico. È un fenomeno che esiste e che va aggredito su più livelli, ed è quello che stiamo facendo. I numeri del 2023 – sottolinea l’assessore – lo dimostrano».

“L’eco furgone”

E già ci sono anche nuove idee. «Alcuni casi – dice Marconcini – vanno anche compresi. L’idea che vorremmo sviluppare – non so se entro giugno (data delle amministrative), ma sicuramente si riuscirebbe entro l’anno – è quella di dare vita a un piccolo furgone attrezzato che giri il comune raccogliendo i rifiuti particolari o più ingombranti nelle varie case per poi portarli all’ecocentro del Castelluccio». Lampadine, abiti, elettrodomestici, ferri da stiro e così via. «Si riuscirebbe a ridurre anche il loro abbandono. Se una persona abita lontano dall’ecocentro o non ha la macchina o è anziana – spiega l’assessore – ha più probabilità di abbandonare questa tipologia di rifiuto vicino a casa propria, in modo irregolare». Non mancheranno poi le attività di sensibilizzazione. «Stiamo già pensando alle prossime giornate sul riciclaggio per coinvolgere sempre di più la comunità», sottolinea Miccolis. Ma fondamentale è il senso civico di ciascuno, così come le segnalazioni da parte dei cittadini che assistono agli abbandoni. «Le telecamere servono – aggiunge Marconcini – e ci hanno consentito di individuare più di un responsabile, ma quante ne servirebbero? Chi le guarda? Ci sono anche questioni di privacy e in ogni caso vanno sempre segnalate. Per questo deve cambiare la mentalità». E, ovviamente, controlli e sanzioni. «Non è vero che non viene fatto nulla a chi abbandona i rifiuti. Spesso vengono individuati, multati e denunciati. Non bisogna pensare – conclude l’assessore – che queste persone non vengano colpite: non è così».


 

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