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Empoli, spiragli per i dipendenti della piscina: il Comune pagherà la cassa integrazione

L’anticipo in bilancio si aggirerebbe sui 50mila euro: verrà chiesto poi il rimborso all’Inps. Accolta la richiesta della Cgil 


12 marzo 2022 Luca Signorini


EMPOLI. Le parti si aggiorneranno all’inizio della prossima settimana, tra lunedì 14 e martedì 15 marzo. Ma da quanto trapela sembrerebbe accolta la richiesta che la Cgil ha avanzato lunedì scorso in un incontro con la sindaca Brenda Barnini.

Ovvero che il municipio si farà carico di pagare in via transitoria la cassa integrazione ai 15 dipendenti della società partecipata Aquatempra (che ne ha 40 in tutto), rimasti senza lavoro da lunedì per l’improvvisa chiusura della piscina comunale a causa dell’impennata delle bollette. Gli uffici di via del Papa sono al lavoro per predisporre un anticipo di soldi dal bilancio: si tratterebbe di una cifra intorno ai 50.000 euro. Denaro che poi il Comune chiederà indietro all’Inps, Istituto con il quale è in corso un contenzioso per il mancato versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori nel triennio 2016/2019, come reso noto da Il Tirreno.

Il fondo da 50.000 euro andrebbe a coprire un paio di mesi o due mesi e mezzo di cassa integrazione per le 15 persone da una settimana senza più una occupazione. Questo perché - come più volte ripetuto dalla sindaca - l’intenzione è quella di riaprire la struttura di viale delle Olimpiadi con l’inizio dell’estate, tra maggio e giugno, quando sarà possibile usufruire delle vasche esterne e, presumibilmente, le bollette di luce e gas saranno meno salate. E dunque l’impianto tornerà ad essere sostenibile da un punto di vista dei costi di gestione.

Messo a punto il paracadute per i lavoratori, resta tutta la partita da giocare sul futuro della piscina. Le trattative sindacali proseguono. Il Comune di Empoli avrebbe chiesto altri giorni di tempo per studiare a fondo il dossier sui conti di Aquatempra, società partecipata da cinque Comuni che gestisce le piscine di Empoli, Certaldo, Fucecchio-Santa Croce e San Gimignano. In sostanza, gli ispettori vogliono capire dove sono finiti gli ingenti finanziamenti elargiti negli ultimi due anni e mezzo alla partecipata. Si parla di circa 1 milione di euro (comprensivi dei ristori arrivati dal Governo) tra 2020 e 2021, e di oltre 360.000 euro per quest’anno. Un esborso che è cresciuto in modo vertiginoso rispetto ai circa 200.000 euro di contributo annuo nel periodo pre Covid. Nonostante la struttura - dal marzo 2020 - sia rimasta chiusa al pubblico causa restrizioni per un totale di circa sei mesi.

È insomma una bella grana far tornare i conti e resta l’incognita sulle prospettive per la piscina comunale. Aquatempra - visto il quadro emerso - sembra avere i mesi contati. A fine anno scadrà la convenzione per la gestione dell’impianto, che potrebbe non essere rinnovata. L’altra strada è quella di un bando pubblico per affidare a privati la struttura. Intanto però il Comune è costretto ad aprire di nuovo il portafogli.



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