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inchiesta choc 

Veleni sotto la 429, nessuno fa i carotaggi. La Regione:«Noi non siamo a conoscenza»

Daniele Dei
La manifestazione di fronte alla casa del popolo di Sant’Andrea (foto Carlo Sestini)
La manifestazione di fronte alla casa del popolo di Sant’Andrea (foto Carlo Sestini)

A chiederli nel tratto di strada è il comitato “No Keu”. Ma al momento si va avanti solo con gli esami dell’acqua per i pozzi 

28 aprile 2021
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EMPOLI. «Al momento non siamo a conoscenza di carotaggi sulla strada 429». È l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni, a un giorno dalla richiesta de Il Tirreno, a parlare facendo capire che la questione di andare a vedere cosa c’è sotto l’asfalto tra Brusciana e Dogana sembra ancora in alto mare. La domanda che si pongono i residenti e il comitato “No Keu”, quindi è quando e come si capirà cosa è successo e cosa c’è sotto la nuova strada dopo che la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha indicato il V lotto della 429, come punto dello sversamento di ottomila tonnellate di rifiuti speciali conciari ancora inquinati e misti a inerti, in un meccanismo che vedeva coinvolti anche esponenti delle 'ndrine.

Nei giorni scorsi sembrava che la procura di Firenze avesse affidato all’Arpat una serie di accertamenti nel tratto di strada in cui sarebbero stati portati gli inerti inquinati. Ma l’Arpat ha smentito questo incarico con una nota: «A noi nessun affidamento».

Su questo punto l’ingegnere Alessandro Annunziati, il commissario regionale che ha seguito le opere della nuova strada regionale, aveva detto a suo tempo che, se la procura non avesse chiesto controlli sul terreno, li avrebbe chiesti lui. Di conseguenza al momento nessuno avrebbe chiesto, né si appresterebbe a farlo i controlli sotto l’asfalto nel tratto in questione.

«La Regione Toscana, insieme ad Arpat, è impegnata a predisporre un piano di interventi su tutti i siti e gli impianti potenzialmente interessati dalla contaminazione di materiali dannosi – spiega Monni – ci riferiamo al protocollo di attività, che stanno redigendo i nostri uffici e l’agenzia per definire, in primo luogo, le analisi in sito utili a verificare gli eventuali livelli di contaminazione delle matrici ambientali e, in seconda battuta, disporre, se e quando necessario, le conseguenti azioni di messa in sicurezza. Al contempo, siamo impegnati, come noto, in un’articolata attività di controllo su i pozzi ad uso domestico, presenti lungo tutte le aree interessate dall’attività di indagine della magistratura» . Un’ampia dichiarazione che però non va nello specifico dei carotaggi nel sottofondo della 429. Che sarebbero, invece, le prime verifiche da fare per capire come effettivamente stanno le cose.

Invece i controlli sui pozzi proseguono, ma è anche vero che alcuni cittadini hanno manifestato le loro perplessità, temendo che Arpat non possa essere abbastanza “terza” per garantire analisi corrette. Su questo tema è in corso un ampio dibattito che è stato al centro ieri sera di un video incontro, organizzato dagli stessi attivisti riunitisi lo scorso sabato a Sant'Andrea, coordinati dall'ex consigliera comunale Samuela Marconcini. Qualcuno, si apprende, ha chiesto a tecnici privati di eseguire i campionamenti. Intanto, per la prima volta, il consiglio comunale di Empoli lunedì ha parlato della situazione con la sindaca Brenda Barnini che ha riferito. «Con una delibera di giunta abbiamo incaricato un legale per costituirci parte civile – ha spiegato – stanno arrivando man mano gli atti integrativi dopo la prima posta elettronica certificata della procura, indirizzata a me, arrivata il pomeriggio del 15 aprile. Asl e Arpat ancora non hanno dato nessuna risposta formale sulla richiesta di provvedimenti da adottare. In ogni caso non possiamo fare interventi di bonifica senza che la procura ci autorizzi». Ma nemmeno analisi del terreno, come ha chiesto in aula la capogruppo di “Buongiorno Empoli”, Beatrice Cioni? «Non possiamo intervenire prima che ci sia un confronto condiviso con la procura», è stata la risposta. Come parte civile, il Comune di Empoli potrà avere un tecnico delegato capace di avere informazioni di prima mano appena ci saranno i controlli, sebbene in consiglio Barnini abbia parlato di pozzi e terreni, senza riferirsi però alla strada stessa. «Dovesse esserci un giorno una bonifica – ha concluso la sindaca – dovremo capire di cosa si tratta e quanto è esteso il punto. —

Daniele Dei

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