Il Tirreno

Empoli

degrado in centro

Dodici prostitute in cento metri a Empoli

di Francesco Turchi
Prostitute nascoste alla stazione (Fotoservizio Agenzia Carlo Sestini)
Prostitute nascoste alla stazione (Fotoservizio Agenzia Carlo Sestini)

Fenomeno fuori controllo in viale Buozzi, tra fughe e prestazioni a 30 euro. Sesso in pieno giorno in piazza Matteotti, anziani in fila nella zona industriale. E c’è chi attira i clienti dalla finestra di casa

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EMPOLI. Pensionati in fila nella zona industriale in attesa di qualche minuto di sesso (per poche decine di euro), con una ventenne, in pieno giorno. Automobilisti che si fermano in viale Buozzi e ripartono in compagnia. Ragazzini che arrivano a piedi e poi si appartano dietro al primo cespuglio nel parco della Rimembranza, “pescando” tra un numero impressionante di prostitute: addirittura dodici, nello spazio di un centinaio di metri, in una serata qualsiasi. Addestrate a fuggire quando spunta in fondo alla strada una macchina delle forze dell’ordine. E altrettanto rapide, subito dopo, a tornare “ in mostra”, a turno, ai bordi della carreggiata. Mentre altre “colleghe” restano alle loro spalle, a monitorare arrivi e partenze, nella “culla del sesso” a trenta euro. Che è a due passi dalla stazione.

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Lungo una strada che separa le case dai giardini. I residenti sono condannati a convivere con il torbido via-vai. E chi si ribella rischia di finire nei guai. È successo - per esempio - appena due mesi fa, quando un uomo, esasperato dagli schiamazzi, ha reagito, ha affrontato il gruppetto di prostitute e una di loro, l’ha preso a sputi per poi colpirlo con un bastone: «Le forze dell’ordine - aveva raccontato - controllano. Ma appena se ne vanno tutto torna come prima». Ed è vero. Dopo alcune settimane “deserte”, le prostitute - soprattutto nigeriane - sono tornate e si sono riprese viale Buozzi. Invaso da dodici donne, una accanto all’altra, con il loro abbigliamento inequivocabile e gli atteggiamenti ammiccanti. Basta fermarsi, come un qualsiasi ipotetico-cliente, per entrare nel loro mondo: «Ciao bello, andiamo? Faccio tutto per trenta euro». E se l’auto riparte a vuoto, pazienza. Si avvicina un ragazzino, forse appena maggiorenne. A piedi. Si guarda intorno, con gli occhi di chi ha paura di essere beccato. Va dalla prostituta, parlano pochi secondi. E si allontanano nell’oscurità del parco.

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La grande fuga. Tuttavia il “mercato” ha vita dura. Perché ogni sera (o quasi), c’è da fare i conti con la polizia o i carabinieri, impegnati in un’infinita opera di disturbo. Stavolta tocca ai militari della compagnia di via Tripoli. Quando spunta la pattuglia, scatta il fuggi-fuggi. Il cerino resta in mano a un automobilista che si era fermato in “zona rossa”. Di fatto non ha commesso nessun reato. Dopo una breve conversazione riparte. Passano alcuni minuti e se ne vanno anche i carabinieri. A quel punto basta avere un po’ di pazienza e... tutto torna esattamente come prima. Le ragazze scendono dalle scalette della stazione - dove si erano nascoste in massa - e riprendono i loro posti.

Fatto in casa. Ma c’è anche chi per vendersi non si avventura in strada. Nella notte empolese succede anche di vedere una donna costantemente affacciata alla finestra di un’abitazione a pochi metri da via Cavour. Guarda le macchine, cerca di catturare l’attenzione. E con chi si ferma va dritta al sodo: «Sali da me?». Ma la tariffa in questo caso è più alta: «Cinquanta euro».

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Low-cost. Ma c’è anche chi non vuole - o non può - aspettare la sera per un’avventura clandestina a pagamento. E allora basta andare in piazza Matteotti e sedersi su una panchina qualsiasi. Nel giro di pochi minuti, in pieno giorno, si viene avvicinati da una delle prostitute orientali che “controllano” la zona, a centro metri dal salotto buono della città. In questo caso bastano venti euro per una prestazione, con i cespugli della piazza a fare da cornice, accanto ai giochi per bambini.

Tra le fabbriche. Altrimenti, per chi vuole mettersi al riparo dagli occhi indiscreti del centro, basta raggiungere la zona artigianale di via Giuntini, dove hanno sede aziende e catene della grande distribuzione, a due passi dalla Tosco Romagnola. Anche qui la storia va avanti da mesi. Giovani africane si vendono per poche decine di euro. Arrivano la mattina, si piazzano lungo la strada, a distanza di una cinquantina di metri l’una dall’altra. Vanno avanti e indietro lungo il proprio tratto di competenza, fino all’incrocio con via Cherubini. E aspettano i clienti, pronti a pagare per prestazioni sessuali che si consumano - quasi sempre - nella campagna che costeggia la ferrovia. Succede quotidianamente, in particolare fino all’ora di pranzo. È una storia nota. I blitz si susseguono, anche se spesso inutili. L’ultimo risale a martedì mattina. Quando i poliziotti sono arrivati in via Giuntini hanno trovato tre prostitute tra i ventisette e i ventinove anni e ben cinque clienti, tutti anziani, “armati” di preservativo, in attesa del proprio turno. Le tre giovani sono finite nei guai soltanto perché clandestine. Per loro è stata avviata la procedura di espulsione. Ma la domanda c’è e presto ne arriveranno altre per sostituirle, con il coordinamento della “sentinella”, pronto a dare l’allarme in caso di presenze non desiderate. Che puntualmente riesce a farla franca, insieme alla sua ombra, che si chiama sfruttamento della prostituzione. E la giostra del sesso a pagamento riparte.

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