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L’incidente

Indagato dopo il tragico schianto a Vada: «Non l’ho visto, sono disperato» – Aperta un’inchiesta

di Claudia Guarino
L'incidente
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L'incidente

Un 25enne guidava l’auto che ha travolto Giovanni Antonio Repetto. Il giovane era con la famiglia, il legale: «Andava piano»

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VADA. «Non l’ho visto, me lo sono trovato sopra l’auto, non mi capacito di come possa essere successo», sono le parole pronunciate, tramite il suo legale, dal 25enne alla guida dell’auto che giovedì sera ha travolto e ucciso l’84enne Giovanni Antonio Repetto mentre attraversava l’Aurelia col deambulatore. «Sia il giovane che la sua famiglia sono dispiaciuti e distrutti – dice l’avvocato Federico Bottazzoli –, il mio assistito si è messo immediatamente a disposizione delle autorità e ci tiene a precisare che non viaggiava a velocità sostenuta bensì procedeva nei limiti».

Lo schianto

Il fatto risale alla serata di giovedì 5 novembre. Intorno alle 19, l’84enne ex postino di Vada stava attraversando l’Aurelia nei pressi dell’agriturismo Le Biricoccole, a Vada. Nello specifico stava facendo una passeggiata con il suo deambulatore quando, all’improvviso, è stato travolto e ucciso da un’auto che stava sopraggiungendo da Rosignano Solvay e andava in direzione di Cecina. Il conducente della macchina non si è accorto che l’anziano si trovava sulla strada e l’ha preso in pieno.

I soccorsi

L’84enne ha urtato contro il parabrezza, che è andato in frantumi, per poi fare un volo di una decina di metri. Il conducente dell’auto, d’altra parte, si è fermato subito per capire che cosa fosse successo e, quando se n’è reso conto, è rimasto profondamente turbato e sotto choc. Per l’84enne, d’altra parte, è stato chiaro che non ci fosse niente da fare per salvarlo. Nonostante tutto i volontari della Pubblica Assistenza di Rosignano Marittimo, inviati in zona dalla centrale operativa del 118 di Pisa e Livorno, hanno provato a rianimarlo. Ma non si è più ripreso.

«Non trova pace»

Alla guida dell’auto c’era un 25enne che stava viaggiando in direzione di Cecina insieme alla famiglia. «Il mio assistito non si è reso conto che sulla strada c’era quell’uomo e continua a non darsi pace – racconta l’avvocato Bottazzoli –. Di certo in quel punto la strada è buia e la visibilità scarsa».

L’inchiesta

Il 25enne è risultato negativo sia all’alcoltest che all’esame tossicologico. Gli è comunque stata ritirata la patente di guida e la procura di Livorno ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale contestualmente alla quale il giovane, come atto dovuto, sarà indagato. Le indagini sono state delegate dal pubblico ministero di turno ai carabinieri della Compagnia di Cecina, che la sera dell’incidente sono intervenuti sull’Aurelia per i rilievi e per gli accertamenti. 

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