Il Tirreno

Il caso

Cecina, arrestato pony express della droga: «Consegnava la coca in bicicletta»

di Claudia Guarino

	Controlli dei carabinieri
Controlli dei carabinieri

Il 23enne è stato trovato con 45 grammi di polvere bianca. Lui: «Non è mia, la trasportavo per un’altra persona»

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CECINA. Sapevano che aveva spacciato droga a domicilio, muovendosi al Palazzaccio a bordo di una bicicletta elettrica. Per questo, a seguito di una segnalazione, l’hanno tenuto d’occhio, seguito e, dopo averlo fermato per un controllo, l’hanno trovato con 47 grammi di cocaina nascosti in tasca e negli slip. E a quel punto, con l’accusa di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cecina hanno arrestato il 23enne marocchino Jarmouni Abbes. «Quella droga non era mia – ha detto Abbes in aula – la stavo trasportando per conto di un’altra persona». Il giudice, nel convalidare l’arresto, ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Livorno. Ma andiamo con ordine.

Ai carabinieri di Cecina era stata segnalata la presenza al Palazzaccio di un uomo che spacciava droga consegnandola a domicilio e, durante un servizio di controllo del territorio, hanno notato ai giardini di via San Daniele una persona che corrispondeva a quella che era stata posta all’attenzione dell’Arma. A quel punto è iniziata l’opera di monitoraggio e, dopo aver trovato la persona seguita davanti all’abitazione di un uomo che normalmente consuma droga, i carabinieri hanno effettuato un controllo trovando della cocaina in tasca e negli slip, oltre a una banconota da 50 euro. A quel punto Abbes è stato arrestato e portato in caserma per poi essere sottoposto, la mattina dopo, a udienza di convalida e a direttissima.

In aula il 23enne ha chiesto scusa per i suoi comportamenti dicendo di essere «venuto a Cecina ospite di un amico per lavorare come giardiniere e lui mi ha proposto di lavorare come spacciatore. Avevo bisogno di soldi per comprare il fumo. Ma quello stupefacente sequestrato non è mio».

Per lui il pm ha chiesto la convalida dell’arresto e la disposizione della custodia cautelare in carcere a causa del pericolo di reiterazione del reato. L’avvocato Stefano Gambini, difensore di Abbes, non sollevando obiezioni su un’eventuale convalida, ha chiesto il divieto di dimora nella provincia di Livorno in quanto «essendo lui radicato a Cecina, spostandosi altrove verrebbe meno l’esigenza cautelare». E questa è stata la misura poi disposta dal giudice.
 

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