Caso Cromo in biblioteca a Cecina, bonifica da 100mila euro: «Presto i lavori nell’archivio»
La sindaca Lia Burgalassi e l’assessore Michele Bianchi replicano a Cecina Città Futura: «La priorità è la salute delle persone, ecco perché abbiamo chiuso la stanza»
CECINA. il Comitato Cecina Futura è tornato ancora una volta sulla questione della biblioteca comunale e sulla presenza di cromo esavalente, chiedendo «chiarezza su dati e bonifiche». «E noi torniamo a ribadire quanto già detto, che sono state fatte tutte le verifiche e che sono in programma gli interventi di bonifica dove necessario». Non ci stanno ad essere accusati di mancata trasparenza la sindaca Lia Burgalassi e l’assessore alla Cultura Michele Bianchi e respingono le accuse al mittente.
«Spazi sicuri»
«Fin dall’inizio di questa legislatura abbiamo sempre tenuto aggiornata la cittadinanza, anche sulle questioni che potevano essere più spinose e non ci siamo mai tirati indietro di fronte al confronto, è insensato sostenere il contrario». La domanda principale è: in biblioteca c’è un problema di sicurezza per la salute legato alla presenza di cromo esavalente? «Assolutamente no – dicono sindaca e assessore –. I risultati dei prelievi e dei campionamenti nell’aria, che sono stati fatti in tutte le aree della biblioteca, hanno dato esito negativo. Non c’è presenza di cromo nell’aria, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo. È stata verificata la presenza di cromo esavalente, seppure in quantità al di sotto dei livelli di pericolosità, in alcuni punti delle pareti dell’archivio, pareti che non erano state oggetto dell’intervento effettuato nel 2015. L’archivio è stato chiuso, in via precauzionale, prima che venissero fatte le analisi, e lo resterà fino a quando non saranno fatti gli interventi».
Le bonifiche
Per quanto riguarda invece gli interventi di bonifica «sono state individuate le risorse, che superano i 100mila euro. Sono stati fatti due sopralluoghi con le ditte e stiamo procedendo celermente a tutti i passaggi burocratici per dare il via ai lavori sulle pareti interessate. L’obiettivo è farli il prima possibile anche per approfittare di questo periodo in cui la biblioteca è meno frequentata, in modo da creare minori disagi».
Le risposte
Il Comitato però lamenta le mancate risposte sui provvedimenti presi dal Comune. «Personalmente – dice l’assessore Bianchi – ogni volta che sono stato interpellato informalmente da membri del comitato ho sempre dato gli aggiornamenti di cui ero in possesso, anche rassicurando su quelli che erano i risultati dei campionamenti». L’attenzione del comitato però è sulle richieste inviate via pec.
L’accesso agli atti
«Il comitato ha fatto richiesta di accesso agli atti e potrà quindi vedere tutta la documentazione nei tempi e nei modi previsti dalla legge, così come qualunque cittadino. Le modalità iniziali con cui queste richieste erano state fatte non erano quelle previste dalla normativa. Ma quello che dispiace di più è che si dica che “i dipendenti della biblioteca sono stati tenuti all’oscuro”, cosa assolutamente non vera. Fin dall’inizio sono stati informati costantemente, passo passo, anche dei test fatti e dei risultati».
«Priorità salute»
Per sindaca e assessore «la priorità è stata tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti: la stessa decisione di chiudere la stanza dell’archivio è stata presa immediatamente ma in via precauzionale».
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