Livorno, nella Rsa umidità da record: Oss con il ventilatore al collo – «La situazione è insostenibile, siamo preoccupati»
La temperatura interna in alcuni casi raggiunge anche i 31 gradi: per combattere il caldo tanti operatori utilizzano un dispositivo da indossare al collo per avere getti di aria fresca sul viso
LIVORNO. Ormai il ventilatore fa parte della divisa. Non è quello da tavolo né a piantana: è un piccolo dispositivo da indossare al collo, simile a un paio di cuffie, che indirizza due getti d’aria fresca verso il viso. A Villa Serena, la Rsa pubblica di Montenero - di proprietà del Comune di Livorno e che ospita circa 120 anziani - gli operatori socio-sanitari lo tengono acceso per gran parte del turno. Anche sette ore consecutive.
Obiettivo: resistere al caldo
D’altra parte, è uno dei pochi rimedi per cercare di resistere al caldo che, nelle ultime settimane, non dà tregua. «A volte qui dentro si ha la sensazione di non respirare con il termometro che, in alcuni casi, raggiunge anche i 31 gradi. Il vero problema, però, è l’umidità che fa percepire una temperatura ben più alta di quella registrata», raccontano dai corridoi di Villa Serena. E così quel ventilatore è diventato il simbolo di un’estate che il personale definisce sempre più difficile da affrontare. L’emergenza riguarda tutti, ma non colpisce tutti allo stesso modo. Gli ospiti, persone molto anziane e spesso non autosufficienti, trovano sollievo restando seduti davanti ai ventilatori nelle camere o nelle aree comuni, limitando al minimo gli spostamenti. Per gli operatori, invece, fermarsi non è possibile. Il lavoro quotidiano richiede un’attività continua: alzare gli anziani dal letto, accompagnarli in bagno, aiutarli nell’igiene personale, vestirli, spostarli, distribuire i pasti, rifare i letti, assisterli in ogni momento della giornata. Mansioni che comportano uno sforzo fisico costante e che, con temperature così elevate, diventano ancora più pesanti.
La denuncia della situazione
E a farsi portavoce della situazione è la rappresentante interna del sindacato Fisascat-Cisl, Caterina Sorrentino, che tra l’altro sta predisponendo una lettera formale da inviare alla cooperativa che impiega il personale, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), al Comune e all’Asl. L’obiettivo? Chiedere un intervento prima che le condizioni di lavoro peggiorino ulteriormente. «La situazione è insostenibile - spiega -. Siamo preoccupati per noi, ma anche per gli ospiti. Va detto che la cooperativa ci è venuta incontro, dandoci la possibilità di aumentare i tempi di riposo durante il turno e di fare anche una doccia in più. È un segnale di attenzione che apprezziamo, ma quando fa così caldo non basta. Questa sta diventando una vera emergenza».
La possibile soluzione
Oltre alla denuncia, il sindacato ha già individuato una possibile soluzione: secondo le valutazioni della Fisascat-Cisl, sarebbero sufficienti tre condizionatori da 24mila Btu, apparecchi ad alta potenza capaci di climatizzare ambienti molto grandi, per garantire temperature più sopportabili nelle aree di lavoro. «Non chiediamo interventi irrealizzabili - sottolinea Sorrentino -. Con tre macchine di questo tipo, installate nel corridoio di ogni piano, riusciremmo ad affrontare i turni in condizioni decisamente migliori e a lavorare con un po’ di sollievo». Contattato dal Tirreno, l’assessore alle Politiche sociali, Andrea Raspanti, ricorda gli interventi già conclusi e quelli in programma. «Abbiamo portato una decina di climatizzatori portatili nelle aree comuni della Rsa - spiega - e nei prossimi giorni inizierà l’installazione dei ventilatori a pala nelle 90 camere degli ospiti. Nel frattempo abbiamo provveduto anche a installare le zanzariere su due lati della struttura in modo che le finestre possano essere tenute aperte in sicurezza, mantenendo al tempo stesso una maggiore circolazione dell’aria».
La vicenda in consiglio comunale
La vicenda, però, è destinata a uscire dai corridoi di Villa Serena: il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo, che da tempo segue la situazione di Villa Serena, annuncia di essere pronto a riportare il caso all’attenzione dell’aula. «Rivolgo l’ennesimo appello alla giunta affinché aggiorni il piano di acquisto di beni e servizi - evidenzia - . Migliorare le condizioni di lavoro del personale della cooperativa significa migliorare anche la qualità dell’assistenza agli anziani che vivono nella struttura».Intanto, mentre l’ondata di caldo continua a non dare tregua, a Villa Serena i turni di sette ore vanno avanti come sempre giorno e notte, con quel particolare ormai diventato abituale: il ventilatore appeso al collo dall’inizio alla fine del servizio, nel tentativo di rendere un po’ meno pesante una giornata di lavoro che rischia di trasformarsi in una vera e propria prova di resistenza.
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