L’allarme
Cecina, cromo esavalente in biblioteca: chiusa la stanza dell’archivio
La segnalazione (con analisi) del coordinamento Cecina Futura
CECINA. Torna la paura per il cromo esavalente nella biblioteca comunale di Cecina. La lancetta torna all’agosto 2015 anche con se con una differenza: le infiltrazioni sono nei locali dell’archivio di cui l’amministrazione ha proibito l’accesso. La porta grigia oggi è chiusa, l’ingresso vietato. La segnalazione del problema, con il rischio che sulle pareti si fosse formato di nuovo il cromo esavalente è arrivata da Renzo Cioni, portavoce del coordinamento Cecina Città Futura.
«Tutto – fanno sapere dal coordinamento – è cominciato il 30 gennaio del 2026 quando, su sollecitazione dei lavoratori della biblioteca preoccupati da particolari macchie esistenti sull’intonaco, decidemmo di far effettuare analisi in un laboratorio specializzato. Le analisi, effettuate prelevando materiale da alcune pareti dell’archivio della biblioteca, hanno evidenziato la presenza, molto forte, di cromo esavalente. In data 28 aprile abbiamo chiesto un incontro con la sindaca per discutere del problema. In quella occasione siamo stati rassicurati che l’amministrazione avrebbe provveduto a effettuare analisi in modo da verificare definitivamente l’esistenza del problema. A nostra precisa richiesta di essere informati circa il risultato delle analisi e degli eventuali provvedimenti assunti ci fu data ampia assicurazione che saremmo stati informati in merito».
«Non appena abbiamo ricevuto la segnalazione – interviene Michele Bianchi, assessore comunale – ci siamo attivati, insieme agli uffici comunali, per effettuare tutte le verifiche necessarie, coinvolgendo anche Arpat. La segnalazione riguardava l’archivio della biblioteca, un’area che è stata immediatamente chiusa e interdetta all’accesso in via precauzionale fin dal momento della segnalazione. Sono stati eseguiti campionamenti delle pareti e monitoraggi della qualità dell’aria per 24 ore, proprio per accertare con rigore la situazione».
Il Comune ha effettuato i campionamenti delle pareti e i monitoraggi della qualità dell’aria per 24 ore, proprio per accertare con rigore la situazione. Le analisi sull’aria hanno dato, dice Bianchi, «un esito rassicurante: non è stata rilevata alcuna presenza di cromo e quindi non esiste alcun rischio per la salute né degli utenti della biblioteca né del personale che vi lavora. La biblioteca è un luogo sicuro».
«Per quanto riguarda le pareti – conclude l’assessore - le verifiche hanno evidenziato la presenza di cromo in alcuni punti dell’intonaco che non erano stati interessati dal precedente intervento di bonifica. Per questo motivo sono già state avviate tutte le procedure necessarie per risolvere definitivamente la criticità».
Intanto però il coordinamento che, per primo, ha segnalato la situazione non ha saputo più niente nonostante i solleciti. «Trascorso oltre un mese dall’incontro, senza avere notizie, il 17 giugno ci siamo attivati inviando una pec alla sindaca e all’assessore alla cultura con la quale chiedevamo semplicemente se erano state fatte le analisi, quali risultati avevano dato ed, eventualmente, quali provvedimenti fossero stati adottati nel caso in cui le analisi avessero dimostrato alla presenza di cromo esavalente. A distanza di una settimana la risposta pervenutaci a firma della sindaca e del segretario generale del Comune evidenziava che la nostra pec era irricevibile in quanto non era firmata digitalmente. Questo il paradosso: non si risponde alla nostra richiesta di avere il risultato dell’analisi, si nega l’invio di dati ma piuttosto si evidenzia un limite burocratico relativo alla mancanza di una firma digitale. Tutto ciò lo riteniamo inaccettabile».
«Il problema – conclude – è la presenza di cromo esavalente in un ambiente frequentato da centinaia di giovani studenti, persone che fanno ricerca, cittadini che utilizzano la biblioteca e anziché preoccuparsi e rassicurare rispetto alla salubrità degli ambienti ci si sofferma sulla mancanza di una firma digitale. Riteniamo tutto ciò assolutamente inaccettabile ed è per questo che, oltre ad intraprendere la strada burocratica prevista per l'accesso agli atti amministrativi riteniamo giusto e non più rinviabile informare tutti coloro che utilizzano la biblioteca che esiste la possibilità, fin quando non smentita dai risultati di analisi che gli ambienti della biblioteca siano inquinati dalla presenza di cromo esavalente».
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