Dentro il festival
Cecina, cani aggrediti dai lupi in pieno giorno: «Erano in tre» – Cresce la paura tra i residenti
Toby e Diva si sono salvati: i proprietari hanno urlato e tirato sassi: «E se affamati aggredissero una persona?»
CECINA. Toby, il beagle della famiglia Nuti, nei giorni scorsi è uscito dal giardino. È un cane a cui, ogni tanto, piace uscire per fare tre passi nella strada poderale che corre lungo la strada. A un certo punto i proprietari hanno sentito guaire. «Mio fratello è uscito di casa – racconta Flavio Nuti – è ha cominciato a gridare. Ha visto il cane tornare indietro dalla strada zoppicando. Aveva un grosso taglio nella parte interna alla coscia e sul torace. E poco più in là abbiamo trovato impronte di un grosso animale. Lì sappiamo che ci sono i lupi».
L’avvocato Nuti non nasconde di essere preoccupato. «Un conto è quando sai che i lupi si trovano nel bosco ma quando si avvicinano così alle case non puoi stare tranquillo. Sappiamo che di solito non accade ma se invece del cane ci fosse stato un bambino piccolo?».
Siamo alla Cinquantina, al confine con il vivaio Landi. Non è l’unico caso. E anche nel residence La Palazzeta, negli ultimi giorni, venerdì per l’esattezza, un altro cane è stato aggredito. Questa volta i lupi, tre esemplari, sono stati visti perché a pochi metri era presente una donna.
«Erano le 7, 30. Io come al solito avevo portato fuori i miei cani», racconta Debora Caliani. «Li porto sempre dietro casa dove abbiamo un campo, di proprietà del residence, recintato solo in parte. A un certo punto ho visto uscire il cane della mia vicina. Un attimo ed è arrivato dal boschetto adiacente un lupo, che si è scagliato addosso al cane. Pochi secondi e sono arrivati altri due lupi. Ho cominciato a gridare, a battere le mani, ho chiamato la proprietaria al telefono. I lupi si sono quindi allontanati: è stato un attimo».
«Il mio cane, Diva, è un Amstaff. È un cane buono ma abituato a difendersi, più volte è stato morso dal cane di un’altra vicina e quindi sa come ci si difende», racconta Chiara Salvagnini che sa che, solo per questa caratteristica del suo cane, oltre alla muscolatura caratteristica della specie, si è salvato.
«Ho sentito Debora urlare – racconta – e sono uscita anch’io. Debora urlava: “La stanno mangiando i lupi, la stanno mangiando i lupi”. Gridava, tirava sassi in direzione del fossetto. Ho visto i tre lupi allontanarsi e Diva uscire dalla fossa, dove c’era l’acqua. Era tutta sporca e aveva tutto il collo rigato. Non ferite però. È stata acciaccata tutto il giorno».
E no, non è la prima volta. Nella zona, i residenti vedono i lupi avvicinarsi alle case ormai da circa un anno e mezzo. «I miei figli – dice Salvagnini – quando rientrano la sera li incontrano spesso. Prima era uno solo, adesso sono in tre. Si rifugiano nel boschetto dei vivai. Prima nel campo c’erano spesso animali selvatici mentre adesso non ce ne sono più. Stiamo cominciando a preoccuparci seriamente, abbiamo tutti fatto le segnalazioni ai carabinieri forestali».
I lupi scappano davanti alle urla delle persone ma non temono di avvicinarsi se vedono delle possibili prede. «Nel giardino abbiamo i giochi per i bambini – racconta Salvagnini – e sapere che i lupi si avvicinano anche di giorno ci fa paura. Abbiamo chiesto aiuto perché, riteniamo, la situazione non possa continuare».
I residenti della zona chiedono monitoraggi, interventi, almeno che la situazione venga sorvegliata.
Del resto solo per la presenza di persone a pochi metri, gli animali aggrediti non sono stati uccisi. «Qui tutti ci facciamo la stessa domanda. E se affamati aggredissero una persona? Siamo consapevoli che normalmente non accade ma non avevamo mai visto i lupi così vicini e soprattutto in pieno giorno».
Un problema che non riguarda solo Cecina ma tutta la fascia a ridosso della costa che arriva fino alla Macchia di Bolgheri. Alcune settimane fa un cane, una setter a Bibbona, era sparita e i resti ritrovati dentro un vivaio. Anche a Baratti l’argomento è molto sentito tanto che le squadre di cinghialai hanno ridotto le uscite con i cani dal momento che, spesso, gli animali non sono stati più ritrovati.
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