Estorsione a Cecina, l’inchiesta si allarga allo spaccio: sei gli indagati a piede libero
I due arrestati saranno sottoposti domani (13 febbraio) a interrogatorio di garanzia. Le indagini dei carabinieri proseguono e non si esclude l’esistenza di altre vittime
CECINA. Sono sospettati anche di spaccio di droga i due uomini arrestati martedì dai carabinieri con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti del titolare di un bar di Cecina. L’inchiesta della Procura di Firenze, del resto, è composta da vari filoni con indagini che si diramano in più direzioni. È in questa cornice che si collocano altri sei indagati a piede libero (destinatari a vario titolo di altrettanti decreti di perquisizione eseguiti dai carabinieri tra lunedì e martedì) e, sempre in questa cornice, non è escluso che possano essere individuate altre vittime. Ma andiamo con ordine.
Gli arresti
Nella notte tra lunedì e martedì i carabinieri della Compagnia di Cecina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 45enne Ersilio Samperi (già titolare di attività a Cecina) e del 38enne Antonino Calcaterra, entrambi originari della Sicilia e residenti a Montescudaio. La misura cautelare è collegata all’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Che è il motivo per cui l’indagine è in capo alla direzione distrettuale antimafia della procura di Firenze. Secondo l’accusa i due, in concorso e tramite una società, avrebbero venduto dell’attrezzatura a un imprenditore del luogo titolare di un bar.
La prima accusa
A pagamento avvenuto gli indagati avrebbero chiesto la consegna di ulteriori 30mila euro. E al rifiuto dell’imprenditore, secondo cui quella cifra non era dovuta, i due si sarebbero rivolti a lui con frasi del tipo «ti do fuoco al bar» e «in Sicilia agiamo diversamente». Il tutto tramite quelli che i carabinieri definiscono «mezzi di intimidazione e minacce di morte». Il giudice, accogliendo la richiesta della procura, ha quindi disposto il carcere per entrambi e l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per domani.
L’altra accusa
In quel contesto gli indagati potranno decidere se avvalersi o meno della facoltà di non rispondere. Ai due è stato contestato anche lo spaccio (accusa che non è collegata alla misura cautelare) ed è in quest’ottica che sono stati sottoposti a perquisizione.
Le perquisizioni
Così come sono state sottoposte a perquisizione altri sei soggetti indagati a piede libero. Operazioni, queste, che hanno riguardato anche un autosalone. Detto ciò, alla luce degli elementi raccolti, non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi anche ad altre persone e che possano emergere ulteriori vittime in quello che potrebbe configurarsi come un sistema. Le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Firenze e delegate ai carabinieri vanno avanti.
Le indagini
Nei blitz effettuati tra lunedì e martedì scorsi, che si sono concentrati nella zona di Cecina e in quella di Montescudaio, i carabinieri della Compagnia di Cecina sono stati affiancati da unità specializzate dell’Arma come le aliquote di primo intervento di Firenze e il nucleo cinofili di Pisa San Rossore. E gli interventi non sono certo passati inosservati sul territorio, con i cecinesi che hanno segnalato una presenza massiccia di pattuglie dei carabinieri impegnate su tutto il territorio.
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