Il Tirreno

La sentenza

Cecina, travolto in moto da una Bmw: cinquantenne livornese risarcito per centomila euro

di Stefano Taglione
Viale Rosselli, a Cecina, nel tratto d'incrocio dove è successo l'incidente (foto d'archivio)
Viale Rosselli, a Cecina, nel tratto d'incrocio dove è successo l'incidente (foto d'archivio)

Ha vinto la causa in tribunale: dopo aver incassato dall'assicurazione 40mila euro, ne riceverà altri 60mila. Si era rotto tibia e perone nel 2019 all'incrocio fra via Roma e via Fratelli Rosselli

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CECINA. Dall’assicurazione aveva già incassato 40.440 euro. Ma non sono bastati, perché ora dovrà essere risarcito per altri 63.793,13. Questa la decisione del tribunale, con la sentenza del giudice Massimo Orlando, dopo un incidente che ha visto ferito un cinquantenne livornese in moto mentre, il 7 aprile 2019, stava percorrendo viale Fratelli Rosselli e all’incrocio con via Roma è stato travolto da una Bmw.

La dinamica

Secondo il racconto di un testimone il motociclista «ha attraversato il crocevia quando il semaforo era verde». L’incidente è stato al centro di testimonianze definite contraddittorie da palazzo di giustizia, anche se poi grazie al lavoro della municipale (e la racconto di un teste definito attendibile) si è arrivati a definire la dinamica. «Egli – scrive il giudice – ha dichiarato che si trovava a 30 metri dal luogo della collisione, di essere stato il primo a intervenire e di aver visto che il semaforo era verde. Queste dichiarazioni sono lineari e corrispondono a quanto il teste ha dichiarato il giorno stesso dell’incidente»

Gravi lesioni

La vittima, assistita dall’avvocato Marco Vitalizi, ha sostenuto di aver subito «gravi lesioni». Nel dettaglio «una frattura diafisaria al terzo medio scomposta di tibia e perone sinistra e un’importante menomazione all’arto inferiore sinistro per accorciamento di un centimetro dello stesso, una grave deviazione e “recurvatio” dell’asse tibiale e limitazione articolare della caviglia omolaterale».

Il risarcimento

Ne è conseguito un periodo di malattia di sei mesi, nel quale la vittima ha sostenuto 2.292 euro di spese mediche. Stimati anche i danni alla moto, quantificati in 7.863,75 e le spese per il trasporto del mezzo in officina, 360 euro. Il ferito «ha prodotto un’attestazione – si legge nella sentenza – da cui si desume che sia stato assente dal lavoro dall’8 aprile al 27 novembre 2019 e che l’assenza ha comportato una perdita salariale di 1.961 euro». Sommati quindi i 74.741,04 di danno non patrimoniale e i 12.432,75 di patrimoniale, detratti gli acconti e aggiunte le rivalutazioni, il tribunale ha quantificato in 63.793,13 i soldi che dovranno essere versati al motociclista.

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