Il Tirreno

Il raggiro

Resta a piedi con l'auto, paga il carro attrezzi e non arriva nessuno: come funziona la truffa


	Un carro attrezzi in azione
Un carro attrezzi in azione

Il contatto lo ha trovato su Google come se fosse un Numero Verde: due persone denunciate

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CASTIGLIONCELLO. È rimasto a piedi con l’auto e ha chiamato il carro attrezzi. Peccato che il numero trovato sul web fosse di due truffatori che, riuscendo a ottenere i dati della carta, sono riusciti a raggirare l’ignaro automobilista 72enne. Ma sono stato individuati e denunciati dai carabinieri.

I dati della carta di credito al telefono

È successo qualche tempo fa quando un uomo, tornando a casa, è rimasto con l’auto in panne su una strada extraurbana. Costretto a richiedere l’intervento del soccorso stradale, ha individuato sul web una sorta di “numero verde” a cui era associato un generico servizio di assistenza stradale e l’ha chiamato per chiedere assistenza. L’interlocutore si è fatto indicare l’esatta posizione del veicolo guasto da soccorrere e poi è riuscito a farsi dire i dati completi della carta di credito del chiamante, con tanto di codice a tre cifre sul retro. Così facendo – secondo la ricostruzione dei carabinieri – si è fatto autorizzare il “pagamento anticipato” dell’intervento per un preventivo ammontante a ben 358 euro.

Il tentativo di farsi pagare altri soldi

Inoltre, nel corso della stessa conversazione telefonica, il finto addetto del carro attrezzi avrebbe richiesto anche un altro pagamento di 354 euro, giustificando la richiesta «per ulteriori spese di trasporto». A quel punto la vittima si è rifiutata di pagare. Nessun veicolo di soccorso stradale si è poi presentato a recuperare l’uomo rimasto in panne. E anche all’insolito “numero verde” non avrebbe più risposto il medesimo interlocutore. L’utenza è poi risultata associata ad altra attività commerciale operante in tutt’altro settore.

L’uomo pertanto, capito di essere stato raggirato, si è rivolto ai carabinieri di Castiglioncello per denunciare l’accaduto. I militari hanno avviato le indagini a partire dalle interlocuzioni avvenute con la vittima e dall’analisi delle utenze e delle conversazioni telefoniche, riuscendo in questo modo a individuare due presunti truffatori, risultati già gravati da precedenti analoghi accusandoli di truffa in concorso. Si tratta di un uomo e di una donna, rispettivamente di 62 e 36 anni, entrambi campani.

I consigli per non farsi raggirare

I carabinieri raccomandano di fare «massima attenzione a situazioni particolari in cui si viene contattati o avvicinati da soggetti sconosciuti e dal comportamento sospetto. Durante le trattative è raccomandabile utilizzare strumenti di comunicazione diretti, quali telefonate, più facilmente tracciabili rispetto a semplici messaggi tramite social network e verificare, anche tramite web, la reale presenza di aziende o rivendite. In caso di dubbi, ci si può sempre rivolgere ad una delle 27 stazioni dei carabinieri presenti nel territorio della provincia di Livorno per esporre i propri sospetti e verificare ogni dubbio».
 

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