Il Tirreno

Giovani e alimentazione

Il 20% dei ragazzi non gioca all’aperto, non mangia pesce e non beve latte: il sondaggio nelle scuole


	Sono stati coinvolti circa 250 ragazzi di 13/14 anni (foto freepik)
Sono stati coinvolti circa 250 ragazzi di 13/14 anni (foto freepik)

Rosignano, indagine sulle abitudini alimentari degli adolescenti

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ROSIGNANO. Tutti mangiano pasta, il 90% verdura, il 65% legumi, l’85% frutta. Tutti bevono acqua ma il 18% lo fa quando ha sete, e il 35%, quando pranza, beve anche bibite. Il 40% degli intervistati frequenta abitualmente un fast food. L’85% dei ragazzi usa strumenti elettronici per i videogiochi, il 20% “non gioca all’aperto” e non fa alcun tipo di attività motoria, ma il 76% frequenta una società sportiva, e fra queste le società di calcio la fanno da padrone, il 35%. Sono i risultati di un’indagine promossa tra i giovani adolescenti di Rosignano su Scuola e Sport riguardante l’alimentazione. Un progetto sull’importanza di una corretta e adeguata alimentazione, abbinata all’attività motoria, nei giovani che frequentano le scuole medie e nei ragazzi che praticano sport (Giovanissimi B) . Coinvolti circa 250 ragazzi di 13/14 anni di età. Il progetto promosso da Luciano Tei e Gsd Rosignano Solvay 1922, nasce in collaborazione con il Gruppo Ineos e Ineos Inovyn, con il supporto scientifico del professor Ranuccio Nuti, professore emerito dell’Università di Siena e presidente del Gruppo Italiano Studio Metabolismo Osseo e di Sara Comandi, biologa nutrizionista, con la partecipazione dell’istituto comprensivo Ernesto Solvay-Dante Alighieri e l’istituto comprensivo Giosuè Carducci -Giovanni Fattori del Comune di Rosignano, con il patrocinio del Comune di Rosignano e in collaborazione con l’Agenzia dello Sport di Rosignano che ha ospitato la presentazione dei risultati.

Il primo obiettivo? Raccogliere informazioni sulle “abitudini alimentari”, con particolare riferimento ai cibi che contengono vitamina D, e “sull’attività di svago”, compresa quella motoria dei più giovani. «Come Agenzia dello Sport siamo orgogliosi di sostenere iniziative come questa, che coinvolgono scuola, società, genitori, professionisti – tiene a sottolineare il presidente Riccardo Nannetti – e che nascono da una maturazione delle società sportive che tendono all’eccellenza e a toccare tutto ciò che ruota intorno ai più giovani, come in questo caso il Rosignano Solvay 1922. Ci piacerebbe promuovere un evento pubblico di divulgazione di questi risultati, con la partecipazione dei professionisti che possano anche dare indicazioni utili alle famiglie».

Il progetto nasce sulla scia di un’indagine scientifica promossa dal professor Nuti sul contenuto di vitamina D negli alimenti pubblicato anche su “Nutrients”, autorevole rivista a diffusione internazionale. E proprio grazie a questa ricerca è emerso che la quantità di vitamina D che i ragazzi, o almeno il campione preso in esame, è assolutamente insufficiente: mediamente 135,92 ul, rispetto alle 800 ul necessarie.

A cosa è dovuto questo deficit? «Principalmente alla inadeguata assunzione di pesce e di latte “intero”; il latte, assunto dal 50% dei ragazzi, è per lo più scremato e come tale, non contiene infatti vitamina D».

Ne consegue un’adeguata informazione e modifica delle abitudini alimentari oltre che un’ analisi sull’uso del “cellulare” e sulla mancanza, il 20%, di una qualsiasi attività motoria. «È un piacere e un onore poter sponsorizzare questo progetto», ha commentato Juna Cavallini, responsabile risorse umane di Ineos. «Come gruppo – ha aggiunto Nicola Tei, direttore dello stabilimento di Rosignano di Ineos Inovyn – sosteniamo questo progetto poiché affronta l’argomento attraverso un approccio scientifico al fine di capire quanto sia importante una corretta alimentazione con l’attività motoria applicata ai giovani».
 

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