Cecina, si fingono della parrocchia e tentano di truffare i fedeli
Il prete del Palazzaccio: «Noi non vendiamo materiale in giro, se vi capita rivolgetevi alle forze dell’ordine»
CECINA. Si sono presentati alle porte delle persone e, dopo aver suonato ai campanelli, hanno detto di essere lì per conto della parrocchia. «Volete una statuetta? Preferite un santino? Ecco, sono dieci euro». Peccato che, spiega don Fabio Villani, prete della parrocchia di San Carlo, al Palazzaccio, «noi non andiamo per le case a vendere cose». Ecco, dunque, l’appello del parroco ai fedeli cecinesi. «Se vi capita qualcosa del genere – dice don Fabio Villani – si tratta di una truffa. Quindi il consiglio è quello di rivolgersi ai carabinieri o alla polizia». Ma andiamo con ordine.
Gli oggetti sacri
In questi giorni c’è chi va in giro per Cecina a chiedere soldi per conto delle parrocchie. O meglio, ci sono persone che tentano di vendere oggetti spacciandosi per emissari del prete di turno. «Ci sono arrivate segnalazioni in questo senso – spiega don Fabio – soprattutto della zona del Cedrino. E, che io sappia, non è la prima volta che accade. In questo caso ci sono delle persone che suonano alle porte vendendo oggetti sacri, come statuette, dicendo di essere mandati dalla parrocchia. Ma non siamo noi. Nessuno è autorizzato dai parroci a girare per le case e vendere cose religiose». Dunque, il messaggio è uno: «In casi come questi rivolgetevi alle forze dell’ordine». Del resto non è la prima volta che dei malintenzionati suonano alle porte dei cecinesi con l’intenzione di mettere a segno una truffa. E le tipologie di raggiro sono delle più varie.
Altri casi
Tra i casi più frequenti di truffa “a domicilio”, sebbene differenti da quello in questione, ci sono quelli del falso tecnico del gas o del sedicente addetto comunale. In questo caso l’obiettivo non è vendere oggetti sotto mentite spoglie, ma riuscire con una scusa a intrufolarsi nelle case per poi portare via gioielli o oggetti preziosi. Ma ultimamente ci sono stati anche dei tentativi di truffa effettuati via telefono. Qualcuno, cioè, chiama il malcapitato di turno sostenendo che il figlio sia stato arrestato e che, per liberarlo, occorre effettuare un bonifico nel più breve tempo possibile.
La segnalazione
Solitamente a essere scelti come vittima sono persone anziane, che si tratti di truffe telefoniche o di raggiri tentati di persone, il consiglio delle forze dell’ordine è lo stesso: non aprite agli sconosciuti e se ci sono casi sospetti telefonare subito al numero unico di emergenza 112. E, in questo caso, se vi trovate di fronte a presunti inviati delle parrocchie cecinesi intenti a vendere oggetti sacri «non pagate – conclude don Villani –. Quelle persone non sono inviate nelle case dai parroci». l
