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Lavoro

Rosignano, lavoratrice Rea reintegrata: «Aveva accusato dei manager»

Rosignano, lavoratrice Rea reintegrata: «Aveva accusato dei manager»

Usb: «Sentita dalla società riferì di comportamenti irregolari». La replica dell’azienda

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ROSIGNANO. Renata fu licenziata in tronco, a tre anni dalla pensione, dalla Rea spa, società pubblica che si occupa dello smaltimento dei rifiuti all’interno di Reti ambiente. Ieri mattina, con sentenza del giudice del lavoro, Sara Maffei, Renata ha vinto finalmente la sua battaglia dopo due anni. A dare la notizia il sindacato Usb di Livorno che l’ha assistita con l’avvocato Gianluca Boirivant del foro di Livorno. «La Rea – fanno sapere dall’Usb – non solo dovrà reintegrarla, ma dovrà anche pagare migliaia di euro tra risarcimenti e contributi non versati nonché tutte le spese processuali. Soldi che si vanno ad aggiungere alle altre migliaia di euro buttati via per l’agenzia investigativa che ha seguito per mesi Renata dentro e fuori il suo posto di lavoro (addirittura installando dispositivi GPS all’interno di oggetti conferiti al centro di raccolta). Soldi che si vanno ad aggiungere alle altre migliaia di euro spesi per denunciare penalmente la lavoratrice e uno dei rappresentanti sindacali provinciali di Usb “Senza, ovviamente, alcun “risultato”. Nel febbraio 2021 un incendio devastò il capannone principale adibito alla selezione e recupero dei rifiuti cosiddetti “ingombranti” di proprietà della società Scapigliato Srl ubicato a Cecina. Da quel momento fumessa in atto una nuova prassi nel controllo dei rifiuti. La Rea ha quindi dovuto reperire un impianto diverso per il conferimento di quest’ultimo materiale.

I primi di luglio dello stesso anno, è sempre Usb a ricostruire la vicenda, «arrivò una segnalazione direttamente alla dirigenza della Rea circa modalità non conformi di smaltimento dei rifiuti all’interno della stazione ecologica di Cecina». «Renata – riferisce Usb – viene ascoltata e, con coraggio, fa emergere quello che tutti evidentemente sanno. Cioè che alcuni quadri aziendali chiedono ai dipendenti di far conferire sistematicamente materiali lignei all’interno dei cassoni degli ingombranti in barba a qualsiasi regolamento e buon senso. Dopo alcuni mesi, alla fine dell’indagine interna, due quadri aziendali vengono sospesi e trasferiti dal proprio ufficio mentre nei mesi successivi a Renata viene recapitata la sospensione cautelativa e subito dopo il licenziamento in tronco con un pretesto di aver rubato dei rifiuti all’interno della stazione ecologica».

«Tutte accuse infondate», conclude Usb che aggiunge: «Finalmente possiamo dichiarare chiusa questa vicenda. Renata ha vinto così come ha vinto l’ostinazione della nostra organizzazione sindacale che non ha mai lasciato indietro nessuno e da sempre si batte affinché i diritti dei lavoratori siano tutelati e il servizio pubblico si svolga nel migliore dei modi in maniera onesta e trasparente. Ci auguriamo, invece, che la dirigenza Rea sia messa di fronte alle proprie responsabilità e per lo spreco inutile di migliaia di euro pubblici. Sia messa di fronte alle proprie responsabilità prima di tutto dai cittadini e dalle cittadine che pagano profumatamente la tassa sui rifiuti».

Da Rea si limitano a commentare che «la sentenza va accettata e la società valuterà se fare ricorso in Appello».
 

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