Il Tirreno

La sentenza

Riparbella, bimbo di sette anni cade in piazza: il Comune deve pagare 20mila euro

di Stefano Taglione
Piazza Marconi, a Riparbella
Piazza Marconi, a Riparbella

Si è rotto un piede mentre giocava, la famiglia ha vinto la causa civile. Il sindaco Salvatore Neri: «Ricorso in fase di valutazione»

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RIPARBELLA. È caduto in piazza Marconi rompendosi un piede. Per questo il Comune di Riparbella è stato condannato a risarcire i genitori di un bambino di sette anni per 16.072,96 euro, oltre a 5.635,10 di spese di lite. È quanto ha deciso il giudice del tribunale civile di Livorno, Giulio Scaramuzzino, dopo la causa intentata dalla famiglia. L’incidente risale al 6 luglio del 2020, poco dopo l’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19, attorno alle 18,30. «La caduta – si legge nella ricostruzione riportata nella sentenza – è avvenuta nei pressi di un faretto illuminante e il minorenne ha riportato un traumatismo plurifatturativo al piede sinistro, come risulta dai referti medici».

Le conseguenze

Al piccolo, sottoposto a una perizia medico-legale, «sono state riconosciute – si legge nella pronuncia dello scorso 14 gennaio – sequele permanenti dell’8-9% e un’invalidità permanente assoluta per 30 giorni, per poi andare a calare in misura percentuale del 75% per un altro mese, del 50% per 45 giorni e infine del 25% per un altro mese mezzo». Le spese vive sostenute dalla famiglia, in questa fase, sono state pari a 1.390 euro. «Ha riportato un danno biologico permanente valutato nella misura del 4-5% – si legge negli atti –. L’invalidità temporanea parziale è stata del 75%, per una durata di 30 giorni, al 50% per due mesi e al 25% per quindici giorni».

La decisione

Secondo il tribunale «il dislivello presso il faretto è oggettivamente presente ed è stato tale da comportare la caduta del bambino di sette anni, dalla quale è derivato il danno oggetto del presente procedimento. Per quanto riguarda il comportamento tenuto dal danneggiato, ma anche da chi dovesse vigilare sulla sua condotta, vero è che il comportamento deve essere adeguato al rischio percepibile con l’ordinaria diligenza, ma diverso è il caso di specie: una persona, che si tratti di un bambino, così come di un adulto, è libera di muoversi camminando o correndo in una piazza pubblica, senza per questo correre il rischio di cadere e farsi un danno a causa di difetti presenti sul terreno percorso. Difetti, peraltro, lapalissianamente percepibili già sulla scorta della documentazione fotografica riportata negli atti, dalla quale emerge la sussistenza di un certo dislivello, potendosi affermare che il faretto formasse una vera e propria buchetta e che il dislivello sia stato causa della caduta è, ancora, chiaramente confermato dai testimoni escussi, i quali hanno dichiarato sia che il bambino cadeva sulla predetta buca, sia che lo stato dei luoghi fosse quello di cui alla citata fotografia».

Possibile ricorso

Il Comune potrebbe comunque fare ricorso: «L’amministrazione – spiega il sindaco Salvatore Neri – sta valutando attentamente le motivazioni della decisione. Al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva in merito a un eventuale ricorso. Tuttavia la questione è all'attenzione degli uffici competenti e verranno adottate tutte le misure necessarie per tutelare gli interessi dell’ente e della comunità».

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