Il Tirreno

Lutto

Cecina, è morto il padre degli scout: addio a Emanuele Incagli, fondatore di "Cecina 2"

di Cecilia Morello
Emanuele Incagli
Emanuele Incagli

Originario di Borgo San Lorenzo, era arrivato a Cecina con la famiglia per ricoprire l’incarico di direttore dell’agenzia Enel locale. Lascia quattro figli

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CECINA. Ha fatto la storia degli scout a Cecina. Venerdì 10 gennaio Emanuele Incagli se n’è andato, dopo una breve malattia, a 93 anni.

L'arrivo a Cecina e la famiglia

Originario di Borgo San Lorenzo, era arrivato a Cecina con la famiglia per ricoprire l’incarico di direttore dell’agenzia Enel locale. Lascia quattro figli, Cecilia, Marco, Michele e Cristiano, e la moglie Katia. Capo scout di Cecina 1, ma soprattutto fondatore nel 1991 del gruppo Cecina 2.

Il ricordo

«Lo conobbi negli anni Ottanta – racconta Lucilla Botti, cofondatrice di Cecina 2–, un’amicizia nata in ambito scout ma che si è mantenuta anche dopo. Era un uomo di profonda cultura, amava leggere e leggeva di tutto, aveva sempre uno o più libri con sé. Fu sua l’idea di fondare un nuovo gruppo di Scout a Cecina. Allora c’erano tante richieste che non riuscivamo a soddisfare e molti bambini restavano esclusi. “Qualcosa dobbiamo fare” disse. E così chiedemmo al parroco di Marina, don Elio, uno spazio nella canonica e partimmo con i primi 13 bambini». Dopo un paio di anni il gruppo si trasferì alla colonia Santa Maria Goretti. E quando venne ristrutturata il vescovo Bertelli volle che nel progetto venisse prevista una “sala scout”. Sono proprio le foto di quell’inaugurazione quelle scelte da Agesci per ricordare Emanuele Incagli nel proprio post: «Aver fondato il Cecina 2 era il suo più grande orgoglio. Ci piace ricordarlo così, nelle tante esperienze scout vissute insieme, a testimonianza del suo impegno nel servizio educativo (senza dimenticare però, come amava dire, “i doveri del proprio stato”) . Buona Strada verso il cielo! ”. “Era una figura particolare, che restava nel cuore di tutti coloro che lo conoscevano perché sapeva dare tanto – lo ricorda Nicola Calzaretta, altro capo scout che lo ha incrociato sulla sua strada -. Una persona che si è messa in gioco in maniera concreta, che sapeva stare con i ragazzi, una grande risorsa per tutti noi. In un’epoca tra l’altro in cui i capi scout erano perlopiù ragazzi, c’era lui che era un padre di famiglia, un adulto che aveva un ruolo professionale impegnativo ma che dava la testimonianza di volere e sapere stare con i giovani. Diceva spesso “Tanto poi vien buio”, che era quasi un mantra, un modo simpatico, con la cadenza fiorentina, per richiamare i più giovani ai loro doveri. E detto da lui, una vita in Enel, faceva anche un po’ sorridere… Non possiamo che ricordarlo con grande affetto».

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