Il Tirreno

Toscana salute
Sanità

Stop delle Pubbliche assistenze Bassa Val di Cecina: «Diciamo no al nuovo 118»

Stop delle Pubbliche assistenze Bassa Val di Cecina: «Diciamo no al nuovo 118»

Nicola Di Paco, coordinatore provinciale : «Il territorio non può perdere una postazione con medico»

28 febbraio 2023
3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «La nostra posizione è netta, sulla contrarietà e sulla sostenibilità. Questo territorio non può permettersi di perdere una postazione con medico». Nicola Di Paco, coordinatore provinciale delle Pubbliche assistenze, lo aveva già detto chiaramente al momento del suo intervento al consiglio comunale straordinario di Cecina sulla sanità. Lo ha ribadito a tutti i tavoli fatti con l’Asl. E lo conferma anche adesso che l’ipotesi di riorganizzazione presentata dall’Azienda è trapelata. «Sia chiaro, non ne facciamo una questione economica. Che a bordo delle nostre ambulanze ci sia medico o infermiere a noi non cambia di un euro. La nostra contrarietà è legata al fatto che conosciamo il territorio. E se questa riorganizzazione dovesse andare avanti in questo modo, lo farà senza il supporto delle Pubbliche assistenze».

Sembra una dichiarazione di guerra. «Alla fine del percorso, che mi auguro sia partecipativo davvero e non solo informativo, questo piano dovrà passare dal tavolo regionale dei trasporti e in quel caso, dovesse esserci una votazione, il nostro voto sarà contrario» chiarisce Di Paco. Nei giorni scorsi rispetto all’ipotesi rivelata dal Tirreno si sono espressi con preoccupazione sia il sindaco di Cecina, Samuele Lippi, che quello di Rosignano, Daniele Donati. In particolare, i primi cittadini, come già a suo tempo aveva fatto la presidente della Società della salute Sandra Scarpellini, hanno chiesto che le istituzioni vengano coinvolte, che il piano di riorganizzazione del servizio di emergenza territoriale non sia «calato dall’alto». E che venga tenuto conto, anche più di quanto è stato fatto finora, della stagionalità delle presenze che fa crescere esponenzialmente il bacino d’utenza. Per questo però, conferma Di Paco, non è previsto niente di nuovo, al momento, se non l’ambulanza infermieristica del potenziamento estivo a Marina di Castagneto, che non sarà, chiarisce, fissa durante tutto l’anno ma, come è stato finora, attivata in alta stagione. L’ipotesi quindi, ricordiamo, prevederebbe per l’intero territorio delle Valli Etrusche due automediche in corrispondenza dei due ospedali, Cecina e Piombino, e due ambulanze infermieristiche, una a Rosignano e una a Venturina Terme. «L’automedica è più veloce, ci dicono. Ma va considerato che quel medico si occuperà anche dei trasferimenti tempo-dipendenti e quando verranno fatti per la nostra zona non ci saranno medici. E non voglio mettere in discussione la professionalità infermieristica – chiarisce Di Paco -: è chiaro a tutti che non parliamo degli infermieri di 20 anni fa. Ma questo territorio è già stato fortemente depotenziato negli anni e questo sarebbe un ulteriore depotenziamento che non possiamo permetterci».

L’automedica prevede che a bordo ci siano due sanitari: un medico e un infermiere. «A guidare sarà l’infermiere, perché la sperimentazione con autista soccorritore è in corso all’Elba e non verrà attuata anche qui». Resta la questione, che poi è la motivazione principale alla base di questa riforma, della mancanza di medici. E i turni che restano scoperti vengono già adesso coperti dagli infermieri. E resta una data, quella di metà aprile, per l’attuazione, secondo la delibera regionale, della riorganizzazione. «Impossibile che venga rispettata. Anche solo perché mancano i mezzi. Automediche non ce ne sono, forse solo per partire a Livorno e Pisa, e per averne una servono mesi». I tavoli di confronto tra le associazioni di volontariato, Pubbliche assistenze, Misericordia e Croce rossa, e l’Asl intanto proseguiranno anche nei prossimi giorni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
La sentenza

Pisa, morto a 52 anni per l’amianto respirato sulle navi della Marina: la figlia risarcita dopo 24 anni

Il commento audio

Morte di Mattia Giani, il direttore del Tirreno alla partita della vergogna: «Una crudele idiozia»