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Rosignano, il sindaco soccorritore non ci sta: «Il 118 non si riorganizza così»

Rosignano, il sindaco soccorritore non ci sta: «Il 118 non si riorganizza così»

Donati ha scritto all’Asl: «L’estensione territoriale deve essere considerata»

27 febbraio 2023
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ROSIGNANO. Sindaco, rappresentante di un territorio, che è quello del comune di Rosignano Marittimo, ma anche soccorritore e autista di ambulanze da anni, per la precisione dal 1984, in servizio tutt’ora.

Daniele Donati conosce bene il funzionamento del servizio di emergenza territoriale e ci tiene a mettere in guardia da pericolose fughe in avanti nella discussione sulla riorganizzazione. Lo ha fatto scrivendo una lettera indirizzata alla direttrice generale dell’Azienda Usl Nord Ovest, Maria Letizia Casani, e ai responsabili delle associazioni di volontariato: Giorgio Boscaglia per la Croce Rossa, Nicola di Paco per le Pubbliche Assistenze e Emanuele Giovani per le Misericordie. Lettera inviata, per conoscenza, anche alla presidente della Società della Salute Valli Etrusche, la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini.

Poche righe che fanno riferimento all’ipotesi di riorganizzazione che traduce su questo territorio le linee guida regionali. «In riferimento alle notizie e informazioni ricevute e pubblicate dalla stampa ci risulta che gli specifici tavoli tecnici e di confronto che vi vedono coinvolti stiano discutendo da tempo sulle modalità di riorganizzazione».


Tavoli ai quali le amministrazioni comunali non hanno partecipato. «A noi nessuno ha presentato niente, se non quelli che sono gli indirizzi della delibera regionale che ci sono stati illustrati in un incontro a Livorno, ma niente di specifico» conferma.

«Poiché riteniamo – prosegue la lettera – che qualunque decisione in materia debba essere valutata in un quadro territoriale complessivo, e per questo preventivamente discussa e programmata con le istituzioni locali, siamo a sottolineare come eventuali impegni reciproci non possano essere assunti se non previa definizione di tale passaggio». Come spiegato, la trattativa è in corso e il timore in questo caso è che vengano presi decisioni, accordi e compromessi prima dei dovuti passaggi con le amministrazioni. «Anche perché è fondamentale che vengano presi in considerazione tutti gli elementi – sottolinea –. Non può essere tenuto conto solo il numero di residenti. Qui abbiamo a che fare con un’estensione territoriale e una stagionalità importanti e la percezione è che le ipotesi e le discussioni fatte finora non lo abbiano tenuto in conto quanto necessario. Solo Rosignano, Cecina, Bibbona e Castagneto in estate superano i tre milioni di presenze e qualunque riorganizzazione prevedere una risposta coerente con questo dato». Il sindaco Donati certe criticità del sistema le conosce per esperienza diretta.

«L’ipotesi trapelata mi sembra che non tenga conto di queste esigenze, lasciando punti scoperti. Qui abbiamo molte frazioni decentrate, penso a Santa Luce. Capita che con i nostri servizi arriviamo anche al confine con Chianni e d’estate spesso operiamo su Quercianella. Quindi no, direi che così non è condivisibile e lo dico senza voler entrare nel merito delle professionalità di medico e infermiere. Ma prima di attuare una riorganizzazione che dà una sensazione di riduzione dei servizi, occorre che venga anche fatto il punto su tutta una serie di servizi che mancano. Questo – ricorda – è un territorio dove è stato chiuso un ospedale per farne uno a Cecina, e va benissimo, ma sappiamo anche bene quali sono le criticità del presidio attuale. Qui doveva essere realizzata la Casa della Salute, e non è mai stata fatta. Ci sono diversi elementi da mettere sul tavolo in una discussione». Ma i tempi, stando alla delibera regionale, stringono: l’indicazione è quella di attuare la riforma ad aprile ma il piano deve essere ancora deciso, concordato, e le risorse, umane e non solo, devono essere trovate. «Riteniamo infatti che ci sia bisogno di passare alla fase del nostro coinvolgimento. Bene che ai tavoli ci siano anche le associazioni di volontariato, che sono soggetto qualificato e che deve stare obbligatoriamente all’interno di questo sistema, ma dobbiamo esserci anche noi».

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