Il Tirreno

Il lutto

Addio a Barbara, l'insegnante con la passione per la criminologia

Addio a Barbara, l'insegnante con la passione per la criminologia

Aveva 52 anni, lascia il marito e due figli. Nata a Portovecchio, si era poi trasferita a Rosignano Solvay

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Castiglioncello Il suo sorriso che illumina il viso, il caschetto biondo, gli occhi chiari. Una bella persona, Barbara Balestrieri: nata e vissuta fino a grande a Portovecchio, nella villetta sotto allo storico cinema Castiglioncello. E nel cinema, come ricorda la zia Titti Michetti (sorella della mamma Roberta) , è praticamente cresciuta Barbara, insieme alla nonna Isotta Razzauti, che con il marito, l’ingegner Alberto Michetti, nel lontano 1955 dette vita alla sala cinematografica sulla vecchia Aurelia.

Barbara aveva 52 anni e da tempo combatteva con un brutto male. Dopo un’ultima ricaduta era stata ricoverata all’ospedale di Livorno, dove ieri è morta.

Lascia il marito Massimiliano Giachino, ufficiale di Marina, una figlia che studia all’università e un figlio adolescente. La notizia della sua morte ha sconvolto la comunità di Castiglioncello, dove la sua famiglia è conosciuta da tutti.

«È cresciuta con noi, con i miei genitori – racconta la zia Titti – . La morte prematura del fratello l’ha segnata: è un altro grande dolore per noi tutti».

«Una perdita terribile – dice Sandra Bientinesi, presidente della Pro Loco e amica di famiglia -, sembra davvero impossibile. Sono vicina al marito e ai figli, soprattutto al più piccolo, che vivrà questo dramma con maggior intensità. Quando l’ho saputo dal marito, ho avvertito tutti gli amici, una cosa tremenda. Ricordo la mamma, il fratello, una bella famiglia».

Barbara Balestrieri era insegnante di sostegno: si era diplomata nel 1989 all’istituto magistrale ed aveva conseguito la laurea al Magistero in pedagogia indirizzo psicologico (l’equivalente attuale di Scienze della formazione) .

Nell’ambito universitario aveva frequentato la scuola ortofrenica triennale polivalente “Giovanni Calò” di Firenze. Dopo la laurea, ha insegnato come maestra di sostegno in varie scuole, sia private che pubbliche, anche alle elementari Solvay di Rosignano. Ma ha vissuto e lavorato anche a Livorno, in Liguria e all’estero, seguendo il marito nei suoi spostamenti come ufficiale di Marina. Si erano conosciuti a Livorno, dove Massimiliano Giachino ha frequentato l’Accademia navale.

Oltre al lavoro e alla famiglia, Barbara aveva continuato a coltivare anche le sue due grandi passioni: la psicologia e la psichiatria, con particolare attenzione alla criminologia, e la danza, classica e contemporanea, che aveva cominciato a praticare dall’età di 5 anni fino a venti. Ed era rimasta una sua “forte passione”, come lei stessa la definiva.

Con il marito e i figli si era trasferita a Rosignano Solvay, e quello era il suo punto di riferimento dopo ogni viaggio o spostamento.

La cerimonia funebre sarà celebrata lunedì 2 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di Portovecchio. l
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