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Risiede a Cuba, ma ora è a Vada dal nipote. L’appello di Otello: «Fatemi vaccinare qui»

Alessandra Bernardeschi
Risiede a Cuba, ma ora è a Vada dal nipote. L’appello di Otello: «Fatemi vaccinare qui»

Otello Francini si è trasferito all'estero nel 2014: «Sono un normale cittadino che è nato ed ha lavorato in Italia. A questo punto chiedo all’Asl e al Comune cosa devo fare»

30 agosto 2021
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VADA. «Chiedono tutti di vaccinarsi contro il Covid ma io non trovo chi questo vaccino me lo faccia». Lo sfogo è di Otello Francini, 73 anni, nato in Italia dove ha lavorato fino a qualche anno fa. Poi nel 2014 la decisione di andare a Cuba dove si è sposato prendendo la residenza nell’isola caraibica. Dal mese di aprile è a Vada ospite del nipote, vorrebbe farsi il vaccino contro il Covid ma non ci riesce. «Sono nato e ho lavorato in Italia per 40 anni come artigiano edile – racconta Francini – poi nel 2014 sono andato a Cuba, mi sono sposato con Felicia Corona e a Cuba ho preso la residenza. Dalla pensione che ho maturato, l’Italia riceve di Irpef più di 4000 euro l’anno. Devo dire che non mi sono iscritto all’Aire, l’anagrafe italiana residenti all’estero, perché non ne sentivo la necessità. Dallo scorso aprile sono da mio nipote che abita a Vada e qui rimarrò almeno fino a gennaio. Ho chiesto di farmi il vaccino contro il Covid ma mi è stato negato in quanto non residente. Tutto ciò mi sembra un controsenso visto che le tasse le pago in Italia. A cuba sono venuti a casa per vaccinare me e mia mogie ma io ero già in Italia». Nel frattempo Otello Francini si è mosso: «Mi sono rivolto all’Asl, al Comune di Rosignano e a quello di Livorno per spiegare la mia situazione – racconta –, sono andato all’ambasciata, ho cercato di iscrivermi all’Aire, se questo fosse stato il problema della negata vaccinazione, ma non c’è stato niente da fare. Vivo tutto ciò come un controsenso: da un lato invitano tutti a vaccinarsi dall’altro, pur essendo italiano ed avendo 73 anni, non riesco a ricevere il vaccino contro il Covid».

Parla di restrizioni Francini: «non riesco a muovermi più di tanto: è un continuo farmi tamponi se voglio andare in treno o in un ristorante o altro locale al chiuso. Dovrei ripartire con mia moglie per Cuba a gennaio ammesso che lo possa fare tra restrizioni e norme anti Covid». Otello Francini lancia dunque un appello: «Sono un normale cittadino che è nato ed ha lavorato in Italia. Vorrei vaccinarmi. A questo punto chiedo all’Asl ed al Comune cosa devo fare».



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