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«Ogni anno torno nella magnifica Castiglioncello»

«Ogni anno torno nella magnifica Castiglioncello»

L’adolescenza, il teatro, il cinema, il grande successo Intervista all’attore Maurizio Micheli in vacanza nella Perla

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CASTIGLIONCELLO. Maurizio Micheli, noto attore comico dalla spiccata cadenza pugliese, ma livornese di nascita, sta trascorrendo le vacanze d'agosto a Castiglioncello. L'altra sera l'abbiamo incontrato al Caffè Ginori, il locale che lui definisce il più bello di tutta la costa toscana e ci ha concesso una simpatica intervista raccontandoci un po' della sua vita e dei suoi programmi futuri. «Sì, sono nato a Livorno - esordisce - da genitori livornesi da generazioni e quando avevo undici anni ci siamo trasferiti a Bari perché mio padre, laureato in lettere, dopo aver abbandonato l'insegnamento era entrato nel settore dei petroli ed era diventato direttore della Mobiloil del capoluogo pugliese. Naturalmente tutti gli anni venivamo a trascorrere le ferie a Livorno ed essendo innamorati di Castiglioncello quasi tutte le sere raggiungevamo questo magnifico posto. Io andavo a giocare al minigolf in pineta. In certi pomeriggi estivi ricordo che a Livorno frequentavo i cinema dove si faceva anche l'avanspettacolo. Andavo al Lazzeri, al Politeama e mi divertivo moltissimo: credo che la mia passione per il teatro sia nata in quel modo».

A Bari negli anni Sessanta Micheli frequenta il liceo classico "Orazio Flacco", poi si iscrive a giurisprudenza ed è un assiduo allievo del Centro universitario teatrale tanto che nel 1971 esordisce con un’applauditissima regia dei "Dialoghi del Ruzante" di Angelo Beolco. Le sue notevoli qualità artistiche lo inducono più tardi a trasferirsi a Milano per iscriversi al Piccolo Teatro, la grande scuola di Strehler. Contemporaneamente, abbandonate le pandette, si laurea al Dams di Bologna in Storia del teatro. Il suo vero debutto avviene nel 1978 con un numero di cabaret scritto da lui stesso intitolato ironicamennte "Mi voleva Strehler".

«A Castiglioncello ho affittato l’ex villa di Paolo Panelli e Bice Valori. Ero amico di loro e della figlia Alessandra. Che comici quelli! Ed erano in buona compagnia: i Manfredi, i Sordi, i Chiari, i Tognazzi e tanti altri che oggi non ci sono più. Sinceramente nel panorama odierno non riesco a vedere nessun grande comico». Oltre al barese sa parlare perfettamente anche il vernacolo livornese. Ma ha scelto di essere un comico in lingua barese: «Il livornese parla in vernacolo ma conosce bene la lingua italiana, il dialetto barese invece ignora la lingua italiana e fa più ridere». Micheli ha avuto un grande successo in tv a fine anni Settanta con il personaggio di Nicola da Mola, il dj di Radio Bitonto libera perennemente innamorato della brunetta dei "Ricchi e Poveri". Ha partecipato anche a tante altre trasmissioni tv fra cui il "Fantastico 8" del 1988 con Adriano Celentano. Ha preso parte a tanti film fra cui "Allegro non troppo" di e con Bruno Bozzetto, a tre pellicole di Sergio Corbucci che sono "Rimini, Rimini" con Paolo Villaggio, "Roba da ricchi" con Serena Grandi, "Sono un fenomeno paranormale" con Alberto Sordi, poi sotto la regia di Steno ha ricoperto un ruolo in "Mani di fata". Da ricordare "Il commissario Lo Gatto" di Dino Risi al fianco di Lino Banfi. In campo teatrale, l suo ambiente preferito, ha ottenuto grandi successi con "L'opera dello sghignazzo" di Dario Fo, "Buonanotte Bettina" di Garinei e Giovannini con Benedicta Boccoli, "Polvere di stelle" ancora con la Boccoli, "La presidentessa" con Sabrina Ferilli. Nel 2010 e 2011 insieme a Tullio Solenghi ha portato in giro per la penisola "Italiani si nasce (e noi lo nacquimo)" riportando grandi consensi di pubblico e di critica. Programmi futuri? In autunno prenderà parte a un film con Loretta Goggi per la regia di Fausto Brizzi. Il titolo:"Pazze di me". Per quanto riguarda il teatro, che lui ormai considera una sorta di club per pochi amatori, sarà dal 2 al 21 ottobre sul palcoscenico della "Cometa" a Roma a rappresentare una sua piece dal titolo "Anche nelle migliori famiglie". A febbraio si sposterà alla "Sala Umberto" con "L'apparenza inganna" sempre opera sua. A fine serata gli ricordiamo quando nel '99 il Presidente Ciampi gli conferì l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana: «Sì, il presidente mi fece questo onore. Però non era presente alla consegna per improrogabili impegni. L'onorificenza mi fu consegnata da un alto funzionario del Quirinale. Peccato! Se ci fusse stato Carlo Azeglio fra livornesi ci si sarebbe 'apiti meglio, dé".

Dino Dini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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