Il Tirreno

Versilia

Luca Tesconi «Il mio nome d’argento e quella telefonata di Napolitano»

di Massimo Guidi
Due immagini di Luca Tesconi atleta di Pietrasanta
Due immagini di Luca Tesconi atleta di Pietrasanta

All’esordio olimpico a Londra la gioia più grande: «Il Presidente? Rimasi senza parlare»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Una medaglia all’esordio in una Olimpiade non è evento che capita a molti. Luca Tesconi ha vissuto questa bella favola a Londra, conquistando l’argento nella pistola ad aria compressa dieci metri. Oltretutto una medaglia particolare perché la prima dell’Italia ai Giochi di Londra 2012. Un motivo in più d’orgoglio per l’atleta pietrasantese appassionato di foto e ottimo giocatore di tennis. Un evento che alla fine di quella magica giornata gli portò un’emozione supplementare, come racconta agli autori del libro “La Versilia sotto il segno di Olimpia”.

«Erano circa le 21,30 e dopo una giornata magnifica me ne ero tornato in camera molto stanco e stavo per addormentarmi quando squilla il telefono. Risponde e dall’altro capo sente una voce: “Sono Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica, mi volevo complimentare con lei per la conquista della medaglia d’argento, è stata la prima dell’Italia e spero che ne arrivino altre nei prossimi giorni. È stato bravissimo. Continui così…”. Lì per lì Luca rimane basito e pensa ad uno scherzo degli amici che in quelle ore ne hanno fatti molti; ma poi sentendo la voce di una pensione anziana capisce che uno scherzo non è: «Un’emozione forte e indimenticabile, rimasi quasi senza parlare».

È il 28 luglio, una data che per il tiratore di Pietrasanta rimarrà iconica quando si disputa la finale alla quale partecipano i migliori otto tiratori. Al mattino dopo i sei tiri di qualificazione (il cui punteggio viene comunque sommato con quello ottenuto in finale) Luca è al quinto posto dietro il superfavorito Jong-Oh, il coreano che il nostro definisce «il Roberto Baggio della specialità». È preceduto anche dal cinese Wei, il serbo Zlatic (alla fine bronzo) e lo spagnolo Carrera. «Ero convinto di poter entrare in finale – racconta – perché stavo attraversando un buon momento e sia nelle gare ufficiali che in allenamento stavo ottenendo risultati di rilievo. La qualificazione è andata bene, sono entrato in finale con il quinto miglior risultato». Poi la finale che si disputa nel primo pomeriggio. «Teso? Certo un po’ lo ero, ma per fortuna sono riuscito a trasformare tanta adrenalina in energia positiva. Diciamo che stavo bene: riuscivo a percepire l’errore prima di sparare e quindi rinunciavo al tiro». Ed effettivamente Luca spara bene. Meglio di tutti. «Sono riuscito ad isolarmi dal contesto. Ero molto concentrato, come chiuso in una bolla di sapone. In quel momento non ero a Londra ma a casa mia, a Pietrasanta. Non vedevo né telecamere né giornalisti e soprattutto non pensavo alla classifica che veniva aggiornata sul tabellone luminoso». Come detto Luca disputa una finale da vero big. Ottiene addirittura il miglior punteggio nei dieci tiri previsti dalla finalissima. Fa meglio anche del fuoriclasse Jong distanziato di 1, 6 punti. Peccato che nelle qualificazioni il coreano aveva chiuso con quattro punti di vantaggio su Tesconi, che però supera gli altri che lo precedevano e conquista una splendida medaglia d’argento. «Solo dopo l’ultimo tiro ho guardato il tabellone. I nomi dei primi tre classificati erano evidenziati con il colore della medaglia conquistata. Il mio era d’argento. Bellissimo. Una sensazione che è anche difficile descrivere».

Una gioia che Luca non ha potuto condividere subito con gli altri azzurri presenti. «Sono stato bloccato dagli organizzatori che mi hanno chiesto di prepararmi per il podio, con la raccomandazione di tenere un comportamento sobrio durante la premiazione». Sinceramente non ha recriminazioni per non avere conquistato il titolo. «Jong è un supercampione, difficile da battere. E comunque già averlo messo un po’ in difficoltà è stato quel giorno motivo d’orgoglio». Oltre alla gara Luca Tesconi ricorda con piacere anche l’esperienza al Villaggio Olimpico. «Una cosa bellissima. Ci sono tutti gli sportivi più forti e più famosi del mondo. Qualcuno fa vita a sé, ma la maggior parte fraternizza. Personalmente ho stretto amicizia con la Cagnotto, la Piccinini e poi essendo un praticante di tennis anche con Pennetta, Schiavone e Andreas Seppi, che appena tornato al Villaggio è stato il primo a congratularsi per la mia prova».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La previsione

Meteo in Toscana, nuova allerta per temporali molto forti: si restringe la zona a rischio – L’elenco dei Comuni

di Tommaso Silvi
80 Vespa