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Livorno, il Single Fin è un dog beach da Oscar: «Unici in Europa» – Il riconoscimento e i nuovi progetti
Grande orgoglio per il titolare Jonathan Sammuri: «Questo riconoscimento rappresenta il risultato di anni di lavoro, ricerca e innovazione continua»
LIVORNO. L’Olimpo a 4 zampe creato dall’impegno e dalla passione di un livornese di scoglio. Il loro regno del Calambrone, la Single Fin Tuscany dog beach - viene ufficialmente riconosciuta come modello al top non solo in Italia, ma in tutta Europa con tanto di riconoscimento Pchs summer "pet-centric hospitality 2026". «Non abbiamo mai lavorato per ottenere un riconoscimento ma per dare forma a una visione. Questo premio, per quanto importante, non rappresenta un punto di arrivo. È un punto di partenza. Per noi è benzina».
L’orgoglio del titolare
Una benzina che riempie di orgoglio il titolare Jonathan Sammuri. C’è lui dietro a questa eccellenza balneare, unica sul nostro litorale, aperta nel 2019. Di fatto è un Oscar istituzionale conferito dal Pchs Institute (Istituto di controllo e verifica Pchs) con lo scopo di individuare, valorizzare e promuovere le organizzazioni che, nell’ambito dell’ospitalità, del turismo e delle attività leisure, dimostrano di aver sviluppato una cultura dell’accoglienza "dual guest", inteso come ospite e suo animale da compagnia. Un prestigioso riconoscimento col sigillo Les Clefs d’Or Italia, associazione professionale riconosciuta a livello internazionale, ed è tutelato dalle vigenti norme in materia di proprietà intellettuale e di utilizzo del marchio. «Ricevere questo riconoscimento è motivo di grande orgoglio, perché rappresenta il risultato di anni di lavoro, ricerca e innovazione continua - commenta Sammuri - Abbiamo sempre creduto che una spiaggia potesse essere molto più di un luogo dove trascorrere una giornata al mare. Potesse diventare uno spazio in cui persone e animali vivono insieme un’esperienza di qualità, progettata intorno alle esigenze di entrambi».
Un team di alto livello
Questo riconoscimento non premia soltanto un’idea. Premia il lavoro quotidiano di un’intera squadra. E si vede. «La vera domanda è un’altra: ha ancora senso progettare le infrastrutture dell’hospitality nello stesso modo in cui lo facciamo da oltre cento anni? Oppure è arrivato il momento di immaginare qualcosa di completamente nuovo? Noi continueremo a investire proprio in questa direzione - va avanti - In un modello di ospitalità che mette davvero al centro la relazione tra la persona, il proprio animale e l’ambiente che li accoglie. Non abbiamo mai cercato di creare semplicemente una dog beach. Abbiamo cercato di creare una grande spiaggia. Una spiaggia che chiunque sceglierebbe, con o senza un cane».
Così mercoledì alle 12 la cerimonia istituzionale con la consegna della targa e delle motivazioni del riconoscimento. «Ogni attenzione qui è dedicata ai nostri ospiti, a due e 4 zampe: grazie a tutte le persone che ogni giorno rendono possibile tutto questo. Se oggi questo approccio viene riconosciuto come un esempio di Pet-Centric Hospitality, significa che quella domanda, probabilmente, valeva la pena di essere posta».
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