Il Tirreno

Versilia

Diletta e quelle Olimpiadi a 16 anni «Un misto di emozione e felicità»

di Massimo Guidi
Diletta e quelle Olimpiadi a 16 anni «Un misto di emozione e felicità»

A Londra 2012 la nuotatrice viareggina nella 4x200 con la “divina” Pellegrini

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Nel suo palmares ci sono medaglie di svariati metalli nelle maggiori competizioni internazionali sia a livello giovanile che assoluto. Ma è fuor di dubbio che nel cuore e nella testa di Diletta Carli un posto particolare lo trovano le due partecipazioni alle Olimpiadi: a Londra nel 2012 e, quattro anni più tardi, a Rio de Janeiro nel 2016. E proprio la partecipazione brasiliana ne fanno anche l’ultima atleta versiliese ad avere partecipato alla rassegna a cinque cerchi.

Ventisei anni, viareggina, Diletta comincia a far parlare di sé fino dalle categorie giovanili. Ma la ragazzina non si monta troppo la testa e rimane concentrata sulle due cose che le interessano di più: il nuoto, appunto, ma anche lo studio. E in piscina dimostra sempre più di saperci fare ed innesta le marce alte arrivando a conquistare il doppio record nazionale giovanile sia nei 200 che nei 400 stile libero.

A forza di risultati cominciano ad arrivare le convocazioni con la nazionale maggiore con la quale si toglie la soddisfazione ad appena sedici anni di conquistare la medaglia d’oro nella staffetta 4x200 stile libero in compagnia di Alice Mizzau, Alice Nesti e Federica Pellegrini agli europei di Debrecen 2012 che si disputano poche settimane prima delle Olimpiadi Londra. È un momento magico per la ragazza viareggina che però continua a tenere la barra dritta in vista dei campionati giovanili che si svolgono ad Anversa e dove ci tiene a fare bella figura. La missione viene compiuta al meglio, perché torna dalla trasferta belga con tre medaglia al collo: quella d’oro nei 400 stile libero e d’argento nei 200 stile libero e nella staffetta 4x200. L’insieme di risultati ottenuti fanno in modo che arrivi la convocazione per la trasferta olimpica in terra britannica.

«Non so dire se ero più emozionata o contenta. Era comunque un premio per il lavoro svolto in piscina e fuori e un riconoscimento per chi mi aveva sostenuto e seguito nel corso degli anni».

È la prima viareggina che partecipa ad un Olimpiade nel nuoto, sembra quasi un controsenso per una città di mare. Ma la realtà è questa. Nel corso degli anni a Viareggio c’erano stati buoni interpreti, un nome su tutti quello di Dimitri Ricci, ma nessuno era mai riuscito ad avere la chiamata per i Giochi.

Quella londinese è un’Olimpiade dove il nuoto azzurro riserva pochi lampi ed arriva solo la medaglia di bronzo di Martina Grimaldi nella dieci chilometri di fondo. Diletta fa parte della squadra della 4x200 stile libero, la stessa formazione che ha conquistato lo scettro europeo. Nelle batterie le quattro ragazze azzurre ottengono il quarto posto ma nella finale le cose non vanno nella maniera sperata ed arriva solamente un settimo posto. C’è un po’ di rammarico anche per la ragazzina viareggina la quale si può consolare per avere partecipato in così giovane età all’avvenimento disputando anche una finale.

Diletta torna a casa e pensa alla prossima fermata: Rio De Janeiro 2016. Nel corso del quadriennio il medagliere della nuotatrice viareggina si arricchisce grazie ai successi ai Giochi del Mediterraneo nel 2013 nella staffetta 4x200 e ai mondiali giovanili di Dubai, sempre nello stesso anno, dove va sul gradino più alto del podio nei 200 stile libero. C’è già chi la battezza come l’erede della Pellegrini, anche tra i tecnici. Ma lei come sempre non fa una piega limitandosi a dire «Devo migliorare parecchio, l’impegno non mancherà mai».

Meno bene va agli europei in vasca corta in Israele nel 2015 (quarto posto) ma Diletta non si arrende. Vuole andare a Rio de Janeiro e con grinta da vera guerriera si merita la convocazione per i Giochi brasiliani. Viene iscritta alla gara dei 400 stile libero ma non riesce a superare lo scoglio delle batterie. «Purtroppo sono arrivata all’appuntamento in condizioni fisiche non ottimali causa diversi problemi fisici che hanno condizionato il rendimento. Una disdetta che mi ha lasciato l’amaro in bocca per molto tempo, perché la partecipazione alle Olimpiadi per un’atleta è quanto di meglio ci possa essere. Peccato davvero perché avevo fatto di tutto per essere presente».




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Clima

Meteo in Toscana, apice del caldo poi crollo termico e temporali: è davvero così? L’analisi per ogni provincia

di Tommaso Silvi
80 Vespa