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Dolore

Lutto per Luciano Spalletti: è morta la madre Ilva

di Redazione web

	Luciano Spalletti 
Luciano Spalletti 

La scomparsa della signora Ilva segna profondamente l’allenatore toscano, legatissimo alla madre e alla sua storia familiare: un rapporto fatto di ricordi, valori e anche ferite pubbliche che oggi tornano a risuonare con ancora più forza

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Luciano Spalletti sta vivendo ore di profonda sofferenza: è morta la madre Ilva, 93 anni, figura centrale nella sua storia personale e nel percorso umano che ha preceduto ogni traguardo professionale. La signora Ilva viveva a Spicchio‑Sovigliana, nel comune di Vinci, e per Spalletti è sempre stata un riferimento saldo, una presenza discreta ma decisiva nella formazione del tecnico toscano.

Un legame che attraversa una vita intera

Nel racconto pubblico di Spalletti, la madre è sempre stata più di un affetto: un simbolo di radici, sacrificio e dignità. I ricordi che l’allenatore ha condiviso negli anni parlano di un’infanzia semplice, di gesti quotidiani che hanno costruito valori, e di quella celebre bandiera dell’Italia cucita per il Mondiale del 1970, diventata un frammento di memoria familiare tramandato con orgoglio.

L’episodio del 2022: quando il dolore è diventato pubblico

Nel rapporto tra Spalletti e sua madre c’è anche una pagina amara, quella che risale alla partita Fiorentina‑Napoli dell’agosto 2022. Durante la gara, dagli spalti del Franchi erano partiti insulti pesanti rivolti proprio alla signora Ilva, allora novantenne. Spalletti, ferito e indignato, aveva denunciato l’accaduto con parole che raccontavano tutta la sua umanità: «Hanno insultato mia madre, che ha 90 anni, per tutta la durata della gara». L’episodio aveva segnato profondamente il tecnico, trasformando la madre – suo malgrado – nel simbolo di una contestazione che aveva superato ogni limite sportivo.

Una perdita che tocca anche il mondo del calcio

Oggi, mentre Spalletti guida la Juventus e continua il suo percorso professionale, la scomparsa della madre riporta tutto alla dimensione più autentica: quella di un figlio che perde il proprio punto fermo. Il lutto di Spalletti è anche il lutto di chi, nel calcio, riconosce la forza delle storie familiari che stanno dietro ai protagonisti del campo.

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