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Da Viareggio al trionfo di Cardiff con l'Italrugby: ecco come Filippo Alongi ha realizzato il suo sogno

Gabriele Noli
Da Viareggio al trionfo di Cardiff con l'Italrugby: ecco come Filippo Alongi ha realizzato il suo sogno

Il giovane pilone viareggino protagonista nella vittoria dell’Italia contro il Galles al Millennium Stadium. Dallan «All’esame di terza media lo accompagnai presentandomi come insegnante di musica e cantammo "Caruso"»

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VIAREGGIO. Il suo destino Filippo Alongi non lo ha atteso. Gli è andato incontro, placcandolo idealmente, di modo che si compisse molto prima di quanto sperato. E prefigurato. In un modo, in un luogo e in un contesto temporale che hanno contribuito a rendere l’evento più memorabile di quanto già non lo fosse: per il quasi 22enne pilone viareggino il debutto nella Nazionale di rugby è coinciso con il ritorno alla vittoria (contro il Galles) in una gara del Sei Nazioni dopo oltre sette anni scanditi da sole sconfitte, talvolta umilianti o perfino oltre. Al "Millennium Stadium" di Cardiff, uno dei templi sacri della palla ovale. Non doveva neppure esserci. Il commissario tecnico Kieran Crowley lo aveva convocato per il raduno di Roma in vista del match di sabato. L’attacco febbrile accusato da Tommaso Pasquali, per altro suo compagno di squadra nella Benetton Treviso, ha però anticipato (e di parecchio) i tempi: Alongi è stato pertanto inserito nell’elenco delle otto riserve.

«Mi ha chiamato il giorno prima per darmi la notizia con una super eccitazione: era emozionatissimo, ma anche tranquillo perché sapeva di essersi allenato bene durante la settimana e di aver imparato i meccanismi di gioco», racconta Denis Dallan, il suo mentore, che negli anni dei Titani lo ha cresciuto, dentro e fuori dal campo. "A ’sto punto vedrai che debutterà". La profezia è contenuta in un messaggio WhatsApp inviato alle 15.08, sette minuti prima del fischio d’inizio. Aveva ragione lui, pure stavolta.Al 12’ della ripresa, infatti, Crowley ha gettato Alongi nella mischia, in ogni senso.

«È lo stesso allenatore che gli ha permesso di debuttare nell’Italia under 20 ai Mondiali. Se l’è meritato questo esordio: è stato un grande e non era affatto scontato. In uno stadio e in una gara così rilevanti lui si è dimostrato all’altezza, nonostante l’età, oltretutto in un ruolo che richiede esperienza. Si è preso le proprie responsabilità, ha supportato le mischie, lavorato bene nei placcaggi e nella protezione dei palloni, dando il suo contributo. Debuttare in Nazionale a 21 anni al "Millennium Stadium", vincendo: non so quanti possono dire di aver vissuto un’esperienza simile», rivendica Dallan.Negli spogliatoi, nel momento di massima estasi del gruppo azzurro, Alongi ha improvvisato un’interpretazione di "Con te partirò" di Andrea Bocelli. «Sono riuscito a trasmettergli pure la passione per il canto lirico, ma l’intonazione purtroppo no», scherza Dallan, rammentando che «all’esame di terza media lo accompagnai in aula presentandomi come insegnante di canto: insieme cantammo "Caruso"».

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