Il Tirreno

Livorno
Il caso

Perde la vista e viene licenziato dall’azienda dove lavorava da dieci anni – «Fatto gravissimo, calpestata la dignità»

di Claudia Guarino

	Un operaio a lavor (foto archivio)
Un operaio a lavor (foto archivio)

A raccontare la vicenda il segretario della Fiom Cgil di Livorno Massimo Braccini: «Impugneremo il licenziamento». Nessuna risposta dall’azienda E-Repair

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LIVORNO. Ha perso la vista e, terminato il periodo di malattia, è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava. A raccontare questa storia, che riguarda un operaio 43enne di Cecina, in provincia di Livorno, è il segretario della Fiom Cgil di Livorno Massimo Braccini. «Impugneremo il licenziamento – dice Braccini – e chiediamo di sapere quali soluzioni alternative siano state concretamente valutate prima di arrivare a una scelta tanto grave. Il rischio è quello di trasmettere un messaggio inaccettabile: finché una persona è produttiva è parte dell’azienda, mentre quando si ammala o diventa fragile può essere espulsa». Ma andiamo con ordine.

Il licenziamento

Il 43enne lavorava per la E-Repair, società di Livorno che si occupa di riparare prodotti di elettronica industriale, da circa dieci anni quando è stato colpito da una gravissima malattia che gli ha causato la perdita della vista. «Nel corso delle ultime settimane – spiega Braccini – avevamo avuto più interlocuzioni con la direzione aziendale, chiedendo di individuare soluzioni alternative al licenziamento e percorsi che consentissero la tutela occupazionale del lavoratore. Nonostante ciò, l’azienda ha confermato la propria decisione procedendo al recesso del rapporto di lavoro per superamento del periodo di comporto». In sostanza non aveva più giorni di malattia di cui usufruire.

La fragilità

«Pur consapevoli dell’esistenza di una previsione normativa e contrattuale – prosegue il segretario della Fiom Cgil di Livorno – riteniamo che vicende come questa pongano un tema che va ben oltre la mera legittimità formale degli atti. Quando una persona perde la vista e si trova improvvisamente in una condizione di estrema fragilità, il tema centrale deve diventare quello della tutela della dignità della persona e della continuità occupazionale».

L’impugnazione

Ecco, dunque, che il sindacato impugnerà il licenziamento. «Non possiamo accettare – dice Braccini – che una persona, dopo dieci anni di lavoro, venga lasciata sola proprio nel momento di massima difficoltà della propria vita. La perdita della vista non può trasformarsi automaticamente nella perdita del lavoro. Licenziare una persona divenuta disabile senza avere costruito fino in fondo ogni possibile soluzione alternativa rappresenta un fatto grave, che interroga il mondo del lavoro, le istituzioni e l’intero sistema delle tutele. La Fiom, da parte sua, continuerà a battersi affinché il diritto al lavoro, alla dignità e all’inclusione valgano anche nei momenti più difficili della vita delle persone. Seguiremo la vicenda in tutte le sedi sindacali, legali e istituzionali competenti, affinché vengano verificate tutte le possibili tutele previste dall’ordinamento. Il modo in cui vengono trattati i lavoratori più fragili rappresenta un indicatore preciso della qualità sociale del lavoro e del modello di società che si intende costruire».

Il Tirreno ha contattato il consulente di E-Repair che si occupa della gestione del personale, il quale ha detto che in questo momento l’azienda preferisce non rilasciare dichiarazioni. 

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