Spiagge all’asta, balneari pronti ai ricorsi: «Le regole siano uguali per tutti» – I possibili appigli nel bando di gara del Ministero
Le gare dovranno partire in primavera e concludersi entro il 30 settembre del 2027. Oggetto di nuove controversie la cosiddetta “scarsità del bene”: «Partita non chiusa»
VIAREGGIO. Il bando di gara del Ministero dovrà fornire regole chiare e omogenee per tutti. «In caso contrario ci sarà una pioggia di ricorsi in tribunale», assicurano i balneari. Ovviamente in ansia per il testo ministeriale che dovrà fornire le coordinate per l’assegnazione delle spiagge nelle future "aste". Il bando è stato presentato martedì (29 settembre, ndr) a Comuni e Regioni. «Il 90% dei temi era già presente nelle bozze precedenti - dice Luca Petrucci, presidente del sindacato Sib Confcommercio per l’area Versilia-Massa Carrara - Uno degli aspetti chiave, quantomeno per il nostro territorio, riguarda l’indennizzo e la possibilità di un accordo economico tra il concessionario uscente e quello subentrante». Nel dettaglio: oltre all’indennizzo per gli investimenti fatti negli ultimi cinque anni - su cui i balneari hanno varie perplessità - il bando di gara prevede una formula che consente al balneare uscente di recuperare il valore dei beni utilizzati per la propria impresa. Come ad esempio cabine e ombrelloni. Questi beni possono passare al concessionario subentrante, che li acquista a una cifra pattuita col balneare in uscita; in questo modo può far ripartire subito l’impresa. Secondo un principio di continuità di gestione che - secondo Petrucci - «rappresenta un’altra forma di indennizzo, importante per attività complesse e strutturate come le nostre».
In buona sostanza, per il balneare sarebbe possibile incassare un’ulteriore cifra, nel caso in cui dovesse rinunciare allo stabilimento dopo la gara. Naturalmente questo deve essere messo nero su bianco in un accordo, che poi viene giudicato - e premiato - dall’amministrazione pubblica nella successiva "asta". La questione delle perizie e del calcolo degli indennizzi è decisiva, nel momento in cui i balneari rischiano di perdere le concessioni. Secondo David Parenti, referente del sindacato Fiba Confesercenti, «le regole, così come le perizie, devono essere chiare e omogenee per tutti. In modo che non siano discutibili, o almeno non presentino gravi disparità tra uno stabilimento e l’altro».
Perizie e presunte disparità
A Viareggio le perizie sono già partite, e ci sono malumori per presunte disparità nel calcolo dei valori. «Alcuni ricorsi sono già partiti - dice Parenti - Molti altri potrebbero partire». Ma al di là di quanto potrebbero incassare in caso di uscita di scena, i balneari sono pronti a fare le gare? «Le imprese hanno i loro tecnici di fiducia e sanno come presentare un piano di investimenti: noi sicuramente come Confesercenti lo siamo», assicura Parenti.
Spiaggia come bene limitato
C’è poi la questione della cosiddetta "scarsità della risorsa spiaggia". Cioè se le spiagge siano un bene limitato, e quindi l’affidamento in concessione debba avvenire tramite gara pubblica. Il Governo ha cercato di far passare il concetto che le spiagge non sono "scarse", quindi provando ad aggirare l’ostacolo gare: dopo il no dell’Europa, adesso si sta cercando di capire se questa valutazione può essere delegata a Regioni e Comuni. A questo proposito, secondo Fabrizio Licordari di Assobalneari Confindustria lo spiraglio c’è ancora. «La bozza del bando tipo per le concessioni demaniali è stata letta da molti come il via libera automatico alle gare. Non è così - dice Licordari - Il bando-tipo è uno strumento amministrativo che definisce il come di un’eventuale procedura selettiva, non stabilisce se la gara debba essere fatta».
Assobalneari Italia Federturismo Confindustria accoglie con favore «il riferimento, inserito nella nuova bozza, alla verifica della scarsità della risorsa naturale, principio che l’associazione ha potuto ribadire in occasione dell’ultimo incontro con il ministro Matteo Salvini e del suo staff tecnico, che sostiene da tempo e che trova riscontro nella recente ordinanza della Corte di giustizia, negli interventi del giudice Pasca del Tar Lecce e nelle considerazioni espresse dal giudice Marcovalerio Pozzato della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna». Per questo Assobalneari chiederà al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti «la riapertura del Tavolo tecnico nazionale per completare la mappatura della risorsa su scala nazionale, includendo anche laghi e fiumi, per i quali la ricognizione non è stata ancora completata».
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