Estate in Versilia, Piero Bertolani (Confcommercio): «Stiamo perdendo le famiglie italiane, troppi rincari»
Stagione dal bilancio grigio. Agosto positivo dopo un luglio in calo: «Ma la Versilia non può più ragionare in questi termini»
VIAREGGIO. La Versilia sta perdendo le famiglie italiane, «preoccupate dai tanti rincari. Che oltre, a colpire direttamente i costi delle vacanze, restano l’angoscia dei prossimi mesi dopo il rientro dalle ferie».
Piero Bertolani, commerciante con vista sulla Passeggiata viareggina e presidente di Confcommercio Versilia, giudica grigio il bilancio di una stagione turistica che dopo Ferragosto ha imboccato il curvone finale. «Agosto è stato finora positivo, a fronte di un luglio in calo. Nel complesso, però, non possiamo più ragionare in questi termini: anche perché non è possibile che agosto da solo salvi un’intera stagione».
Bertolani, sull’estate 2026 se ne sentono di tutti i colori: c’è chi dice, e scrive, che è andata bene, e chi invece mostra foto di spiagge vuote. Qual è la verità?
«Se guardiamo solo ad agosto, forse siamo andati meglio dell’anno scorso. Ma certo non può bastare. Anche perché luglio è stato un mese negativo. Se osserviamo la stagione in maniera complessiva, il bilancio è in grigio».
Perché la Versilia si ostina a voler puntare su poche settimane di turismo di massa all’anno, che poi non sono più neanche tali?
«Non credo che a Viareggio e in Versilia ci siano ancora molte persone che ragionano in questo modo. Ci sono imprenditori capaci, professionali, che sanno fare turismo e accoglienza. Allungando la stagione e offrendo maggiori servizi. Posso citare per tutti Federalberghi, che sta facendo un ottimo lavoro. Ma anche tra i balneari ci sono tante persone che si danno da fare, contrariamente a quanto si possa pensare. Gli improvvisati, e chi pensa di poter raccogliere il massimo col minimo sforzo, ci sono sicuramente. Ma hanno torto».
L’impressione è che manchino le presenze dei nostri connazionali.
«I turisti sono in aumento, ma si parla di quelli stranieri. Che scelgono preferibilmente le città d’arte e non sono particolarmente interessati alle spiagge. Gli italiani sono sicuramente in numero inferiore rispetto a prima (uno su quattro rinuncia ormai stabilmente alle ferie estive, ndr), e quando si muovono valutano le mete meno costose. Oppure, a patto che se le possano permettere, località esotiche. Basta vedere la tipologia di turisti che vediamo a Viareggio: spesso si tratta di pensionati che hanno maggiore disponibilità economica».
Le famiglie ci stanno abbandonando?
«Le stiamo perdendo perché la famiglia media italiana, con figli, ha un potere d’acquisto sempre più minacciato dai tanti rincari. Che colpiscono e colpiranno sempre di più, oltre al costo delle vacanze stesse, anche i bilanci familiari dei prossimi mesi. Tra bollette, carburanti e altro».
Quindi è una questione di prezzi troppo alti in Versilia?
«Io credo che se proponi un’offerta di qualità non è giusto svenderla. A patto, ovviamente, che sia di qualità. Prendiamo la ristorazione: quando mangi del pesce, se costa troppo poco devi preoccuparti. Questo è il mio pensiero».
Che cosa si dovrebbe fare per un rilancio che sia strutturale, e non legato a un’ondata come fu quella del post-Covid?
«Partiamo da un dato di fatto: la Versilia, a livello turistico, non è più tra le 50 mete in testa alla classifica nazionale. La Romagna è davanti a noi, così come altre località toscane. E questo vale già da tempo. Perciò dobbiamo riflettere su quali sono i nostri punti di forza, che sono tanti, e quali i punti di debolezza. Tra i primi, lo splendore del nostro territorio, il clima, l’altissima qualità della ristorazione. Il turismo balneare, per quanto importante, non sembra più fare la differenza: lo si vede anche dalle presenze in spiaggia. È chiaro che nei mesi clou bisogna continuare a offrire la spiaggia con i relativi servizi, ma dobbiamo “coprire” anche il resto dell’anno. Puntando sulle tante altre attrazioni che abbiamo».
Da appassionato di sport e titolare di negozi di articoli del settore, Bertolani ha sempre ribadito l’importanza del turismo sportivo. Oggi l’Italia è una superpotenza dell’atletica, del tennis e del nuoto, c’è un movimento fortissimo: perché la Versilia, che ha una storia straordinaria e la conformazione territoriale giusta, non riesce a sfruttare questo clima?
«Per me è fin troppo facile ribadire che questo è un elemento fondamentale. E non sto parlando solo di manifestazioni come il Giro d’Italia, che pure è importantissimo e ci rende tutti felici, me in primis. Bisogna far venire le persone a vedere da dove passano i campioni e dove vengono fatti i record. Com’erano una volta lo stadio dei Pini e la piscina di Viareggio, che erano sedi di meeting con autentici fuoriclasse. Abbiamo tutto per poter tornare a essere un punto di riferimento. Però servono programmazione e organizzazione, che oggi mancano. Soprattutto a livello di unità dei Comuni».
Tema vecchio di anni. La Versilia è sempre disunita sul turismo.
«Sì, tema molto vecchio e mai risolto davvero».
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