Il Tirreno

Il caso

«È pericoloso per i bambini»: il bagnino richiama i genitori e la madre gli tira uno schiaffo

di Giovanna Mezzanza

	Polizia e 118 davanti all'ingresso della spiaggia
Polizia e 118 davanti all'ingresso della spiaggia

Marina di Carrara: i figli della coppia stavano facendo il bagno in un tratto con correnti

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MARINA DI CARRARA. Se il bagnino ha una colpa, è quella di essersi preoccupato per due bambini che facevano il bagno in un orario in cui il mare non è sorvegliato. Se questa è una colpa, allora merita il ceffone che gli hanno assestato, l’ombrellata che ha incassato e gli insulti che ha ricevuto. Succede a Marina di Carrara, dove una coppia ha vissuto come un’ingerenza nella propria libertà di bagnanti il richiamo del bagnino che sollecitava l’uscita dei loro figli dall’acqua.

Dove è successo

È la mattina di ieri, mercoledì 19 agosto, sono da poco passate le 8 e sul litorale di Marina di Carrara c’è già chi si gode il primo sole, quello che rigenera senza incartapecorire la pelle. Portato in spalla da casa alla battigia, qualche ombrellone è già aperto: per esempio, sulla spiaggia libera della Fossa Maestra; qui siamo tra il bagno Paradise Beach e il tratto di arenile della Colonia Diocesana, qui il litorale, dopo qualche centinaio di metri in direzione Sarzana, da toscano diventa ligure.

In acqua a fare il bagno, sali e scendi da un canotto, ci sono due bambini. La torretta di avvistamento della spiaggia free più grande della zona è però vuota: il servizio di sorveglianza balneare e di salvataggio da parte dell’assistente bagnanti inizia del resto alle 9. Seppure impegnato in altre incombenze – riordino e pulizia – il bagnino è comunque già in spiaggia: vede i bambini in acqua e decide di intervenire. Da qui in avanti è il racconto di testimoni a dire che cosa succede.

La violenza in spiaggia

Individuati i genitori, a loro fa presente che è opportuno che i loro figli escano dall’acqua: potranno fare il bagno più tardi, scattato il servizio di sorveglianza. Sono in una situazione pericolosa i bambini, secondo il bagnino: in quel tratto di mare ci sono correnti che potrebbero spingere il canotto lontano dalla riva, anche se il mare è calmo. Il giorno prima, i “baywatch” hanno visto cosa siano in grado di fare quelle correnti: sono stati sette i salvataggi in mare. La prima a essere infastidita da tanta immotivata apprensione è la madre: «I miei figli sanno nuotare», replica. Come dire: va bene così, possono continuare a divertirsi sul “gonfiabile”. Il bagnino proverebbe a convincerla. Sono scintille: la donna gli allunga un ceffone. C’è anche il compagno, che si fa avanti. Ne scaturisce una zuffa con il coinvolgimento, a quanto pare, anche di altri frequentatori della spiaggia. E c’è chi dà manforte alla famiglia. Aggredito e insultato, il bagnino si prenderebbe anche un’ombrellata.

Suona il campanello di allarme, subito si sentono le sirene delle auto-pantera arrivare da viale Colombo: due volanti della polizia di Stato sono seguite da un’ambulanza del 118, segno che qualcuno in spiaggia ha valutato che c’è bisogno anche di un intervento sanitario. In pochi minuti i poliziotti del Commissariato di Carrara sono sulla battigia.

L’intervento di polizia e ambulanza

Carrarese, 48 anni, il bagnino viene assistito dai soccorritori per un trauma-effetto dell’aggressione. Non è grave. Nel frattempo, la donna, illustra le sue ragioni alle divise blu in maniera concitata. Dal viale, alla vista di due auto della polizia e di un’ambulanza già alle 8, 30 della mattina, in molti si chiedono cosa sia successo sulla sabbia.

Davanti ai poliziotti, gli animi si chetano. La famiglia se ne va, giornata al mare finita. Il bagnino si rinfresca alla fontanella, non vuole andare al pronto-soccorso; gli atti dell’episodio saranno messi a punto dalla polizia, lui rinuncia a denunciare formalmente l’ accaduto. Ora, piuttosto, c’è da salire sulla torretta. 
 

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