Spiagge, gare in Toscana e concessioni. L’avviso ai balneari: «Rischiano di avere zero indennizzi» – Il motivo
A fare il punto è Alessandro Del Dotto, l’ex sindaco di Camaiore e avvocato di diritto amministrativo che assiste la categoria anche al Consiglio di Stato
VIAREGGIO. Gare delle spiagge sempre più vicine e nuovi pronunciamenti dei tribunali: cosa succederà nelle prossime settimane nel settore delle concessioni? A fare il punto, soprattutto sui possibili rischi per i balneari – compreso lo zero alla casella “indennizzo” – è Alessandro Del Dotto, ex sindaco di Camaiore e avvocato di diritto amministrativo che assiste la categoria anche al Consiglio di Stato.
Del Dotto, che cosa dobbiamo aspettarci dopo l’ultima udienza al Consiglio di Stato sul ricorso di Pietrasanta?
«Il clima che si percepiva era di comprendere la legittimità degli odierni concessionari nel proseguire nell’utilizzo e nel godimento del bene demaniale. Tuttavia, questo non si traduce automaticamente nella previsione di un’ordinanza di accoglimento. Il Consiglio di Stato potrebbe anche rigettare, ma fornire una motivazione che nella sostanza dia atto della legittimazione dei concessionari e della possibilità di proseguire serenamente nella stagione in corso».
Cosa succederà dopo l’estate, quando bisognerà avviare i bandi di gara?
«La sfera di cristallo non la abbiamo. Possiamo però fare una previsione, al netto dell’approvazione del bando tipo, più volte annunciata (ma serve un parere preventivo del Consiglio di Stato). E al netto della procedura di infrazione Ue ancora pendente. Si può ipotizzare che tutti i Comuni entro ottobre abbiano definito i criteri di gara: al momento, manca solo Pietrasanta; a Forte manca solo la determina ma l’indicazione della giunta è arrivata. In alcuni Comuni, poi, saranno già state depositate le perizie per la determinazione dell’indennizzo, quindi saremo vicini al via alle gare forse già prima di fine anno; in altri il percorso potrebbe subire delle accelerazioni dovute ai contenziosi che, paradossalmente, possono chiudersi con pronunce che obbligano gli enti a non soprassedere e procedere speditamente. Se questo è il ritmo, a primavera 2027 le gare saranno in corso e, forse, alcune saranno anche terminate. Ricorsi permettendo».
Cosa, invece, sta già succedendo con le perizie sugli stabilimenti balneari? Perché c’è preoccupazione, e soprattutto è motivata?
«Quello degli indennizzi è un capitolo mai svolto dal legislatore: i ministeri di Infrastrutture, Trasporti, Economia e Finanze non hanno mai emesso il decreto. I Comuni non hanno alcun potere di disporre delle regole di calcolo: lo ha detto anche la Corte Costituzionale nel 2025. Per cui oggi si assiste a questo: sulla base della Legge Draghi, il Comune riceve i nominativi dall’Ordine nazionale di commercialisti ed esperti contabili; assegna per estrazione i concessionari ai periti che, poi, sono incaricati dai concessionari stessi previo incarico, preventivo e privacy. I Comuni non hanno alcun ruolo e a quel punto i periti sono chiamati a decidere secondo la miglior scienza e conoscenza loro propria, visto che la formulazione di legge è particolarmente fumosa e poco tecnica. La preoccupazione è che questo lavoro sia un terno al lotto, ma né i concessionari né i Comuni possono farci granché: solo il legislatore può rispondere a quelle preoccupazioni, oppure non farlo e lasciare tutti liberi, come sta accadendo».
Cosa si sente di dire a chi, tra i balneari e non solo, sostiene che le gare non si faranno comunque?
«Nella mia esperienza posso dar atto che la categoria dei balneari è stabilmente divisa in tre. Una parte che sostiene ancora che le gare non ci saranno e non debbano esserci, che le concessioni sono perpetue, che la legge non va rispettata; questa parte fa ricorsi, azioni, opposizioni e quant’altro può per affermare che non c’è alcuna scarsità della risorsa e che non c’è alcuna gara da fare. Una parte, invece, attende silenziosa i risvolti delle vicende attuali, nel frattempo fa la stagione, con un occhio vigile sui Comuni. Una parte, infine, fa la stagione, osserva le evoluzioni del quadro attuale e, pur non senza ritrosie, lavora comunque per organizzarsi e farsi trovare pronti se per caso escono i bandi. Personalmente, da giurista e avvocato, non faccio parte della schiera di coloro che sostengono che la prospettiva delle gare sia evitabile: semmai, consiglio ai concessionari di fare tutto ciò che ritengono, ma nel frattempo di fare il piano C perché il giorno in cui i Comuni fanno uscire i bandi (e, allo stato attuale, direi che accadrà ragionevolmente presto) non si trovino impreparati: le gare, come tutte le gare d’appalto per chi ne mastica, non sono e non saranno una cosa banale e richiederanno professionalità, precisione, chiarezza di visioni e idee che non si troveranno “prêt-à-porter” se non a prezzo di cadere vittima di improvvisazioni. Che, come dimostrano vicende in corso in altre regioni, portano poi a perdere la concessione. Quanto al lavoro con cui i Comuni chiedono documenti da dare ai periti per calcolare l’indennizzo, è vero che ci sono molti che hanno pensato di rifiutarsi: tuttavia, praticamente tutti i Comuni prevedono che, se non fornisci i documenti, il tuo indennizzo sarà pari a zero. Quindi, il consiglio non è quello di non fornire documenti, ma di fornirli, magari scrivendo ogni riserva possibile e immaginabile. Anche perché, assumere un atteggiamento non collaborativo in questo caso determinerà solo una certezza: zero euro di indennizzo»
E cosa consiglia a chi intende rivolgersi ai tribunali ordinari?
«Se si parla delle azioni in sede civile, mi fermo. Mi limito a ricordare che ogni controversia avente ad oggetto le concessioni demaniali marittime fa parte della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, sull’argomento sono già intervenuti Consiglio di stato e Corte di Cassazione. Dal giudice ordinario, semmai, si andrà a discutere quando l’indennizzo sia stato determinato in un ammontare non corretto, ma solo in quel caso».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
