Versilia, fermati con mille razzi sull'A12: in tutto trasportavano 600 chili di materiale esplosivo – «Rischio altissimo»
Si tratta di dispositivi di segnalazione per le imbarcazioni ma ad alto rischio in caso di utilizzo improprio. L’allarme degli esperti: «Pericolosissimo, servono controlli per evitare il mercato nero e possibili tragedie»
VIAREGGIO. Sono stati intercettati dalla polizia mentre trasportavano in auto sull’A12 un migliaio di razzi di segnalazione nautici: una grande quantità di materiale esplosivo, con un peso complessivo tra i 500 e i 600 chili. «Delle vere e proprie armi che, se utilizzate nel modo sbagliato, possono uccidere – spiegano gli esperti – Una vicenda preoccupante, che deve mettere in guardia».
Il controllo e la scoperta
L’episodio è accaduto nella tarda serata del 20 luglio, durante un servizio di vigilanza lungo l’autostrada A12. Qui gli agenti della polizia stradale di Viareggio hanno svolto quello che sembrava un normale controllo di un’auto con targa francese e dei suoi occupanti. «L’assetto dei veicolo non ha convinto del tutto i poliziotti – si spiega dalle forze dell’ordine – Si procedeva, pertanto, ad un controllo approfondito del mezzo e dei due a bordo, nella sottosezione della Stradale di Viareggio». Dove l’ispezione minuziosa rivelava che l’abitacolo e il bagagliaio dell’auto erano letteralmente stipati con circa mille razzi di segnalazione nautici, per un peso complessivo lordo stimato tra i 500 e i 600 chilogrammi, trasportati senza alcuna misura di sicurezza o autorizzazione.
La denuncia
I due occupanti del mezzo, di origine algerina, dopo essere stati fotosegnalati al commissariato di Forte dei Marmi, sono stati denunciati in stato di libertà per trasporto abusivo di materiale esplosivo, in assenza di apposita licenza. Il materiale sequestrato è stato trasferito in una struttura idonea individuata dal Consorzio gestione pirotecnici, a disposizione della magistratura per le indagini e le ulteriori verifiche su dove – e a chi – fosse destinato un simile arsenale.
«Carico pericolosissimo»
A questo proposito lo stesso Consorzio gestione pirotecnici – ente no profit con funzione pubblica istituito dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica – esprime «profonda preoccupazione e lancia un appello alle istituzioni per un’applicazione più rigorosa delle normative vigenti». Il Cogepir è stato immediatamente contattato dalle forze dell’ordine per la gestione in sicurezza dell’ingente quantitativo di materiale esplosivo sequestrato. «Un carico anomalo e pericolosissimo – si spiega – quello trasportato da due cittadini algerini non era costituito da fuochi d’artificio a uso ricreativo, ma da dispositivi per uso esclusivo di emergenza in mare. Il fatto che fossero tutti articoli scaduti, e che nell’auto non vi fossero altre dotazioni di bordo, solleva interrogativi inquietanti. Questi dispositivi, equiparabili ad armi da fuoco e non detenibili senza porto d’armi al di fuori di un’imbarcazione, rientrano nella quarta categoria del Testo unico di pubblica sicurezza, in quanto contengono esplosivi ad alto potenziale come la balistite, un potente deflagrante composto da nitroglicerina e nitrocellulosa. Dal quantitativo sequestrato si sarebbero potuti ricavare circa 150 chili di esplosivo netto. Viene spontaneo chiedersi a quale scopo illecito, o peggio, fosse destinato un simile carico».
Ipotesi mercato nero
«La domanda fondamentale – dichiara Piervittorio Trebucchi, direttore generale del Cogepir – è come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L’ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore-provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, e cioè acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema Cogepir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato».
Il Cogepir ha immediatamente individuato una struttura idonea per la custodia giudiziale del materiale. Edoardo Gori, titolare della Versilia Marine Service di Viareggio infatti, si è reso disponibile per il deposito temporaneo. I razzi saranno poi trasferiti al deposito nazionale del Consorzio, gestito dalla Torpsex SpA, non appena giungerà l’autorizzazione della Prefettura di Pisa, per essere definitivamente avviati a distruzione in totale sicurezza.
«Questo gravissimo episodio, che avrebbe potuto causare una tragedia – conclude Trebucchi – dimostra ancora una volta quanto sia cruciale che l’intero ciclo di vita dei prodotti pirotecnici, dall’immissione sul mercato al recupero e smaltimento, avvenga all’interno di una filiera tracciata “dalla culla alla tomba”, come imposto dalle normative europee e nazionali. Purtroppo, queste norme sono troppo spesso ignorate».
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