Cane eroe in Versilia: salva bambino di 2 anni dall’attacco di un lupo e si sacrifica per la sua famiglia
Destiny, meticcia di 7 anni, si è frapposta tra le fauci del predatore e i suoi cari lottando finchè ha potuto: grande paura nella comunità della zona
CAMAIORE. Si è battuta dando la vita per difendere la sua famiglia. E in particolare il bambino di 2 anni con cui stava giocando nel giardino dell’abitazione di Orbicciano fino a pochi istanti prima.
Destiny, cagnolina meticcia di sette anni (probabilmente un incrocio tra un pastore svizzero e un labrador, tanto da avere una stazza di circa 22 chili) ha impedito con il suo sacrificio che un grosso lupo, spintosi fino nel centro abitato di Orbicciano, assalisse i suoi padroni e il loro bambino. Frapponendosi tra le fauci del predatore e i suoi cari, lottando finché ha potuto. Pur avendo alla fine la peggio, non potendo competere con la forza del grosso lupo.
Cosa è successo
Il fatto è accaduto sabato sera, intorno alle 21,30, proprio nella frazione camaiorese immersa nei boschi. Lì Paula (40enne originaria di Pietraligure) e Tommaso (39enne di San Giuliano Terme) hanno deciso di acquistare casa, trasferendosi insieme al loro figlio e al loro cane Destiny ad aprile scorso. Pochi mesi vissuti finalmente nell’abitazione dei loro sogni, godendosi il proprio giardino e la natura. Fino a sabato sera, quando uno dei loro peggiori incubi si è trasformato in realtà. «Ero in cucina mentre mio marito era fuori a preparare la griglia – racconta Paula, ancora sotto choc per l’accaduto – il nostro bambino era lì in giardino con Destiny a giocare, l’ho richiamato in casa ma essendo piccolo ama fare fuori e dentro per divertirsi. A un certo punto Tommaso ha iniziato a sentire un guaito e si è reso conto di quello che stava accadendo pochi metri più in là».
Destiny infatti ha avvertito per prima qualcosa che non andava. Un grosso lupo si era avvicinato all’abitazione attraverso il giardino a confine con un’altra proprietà, puntando proprio il figlioletto della coppia. E così è intervenuta, affidandosi a un istinto di protezione nei confronti del bambino che ha superato anche quello per la sua stessa sopravvivenza. «È stata molto coraggiosa – racconta Paula, in lacrime – l’ha fronteggiato con grande tenacia, anche se quel lupo, grosso com’era, non le ha dato possibilità. Quando mio marito l’ha vista il lupo l’aveva già azzannata alla gola e se la stava portando via, nemmeno fosse leggera come un coniglietto, verso il fitto della boscaglia».
La morte di Destiny
Paula e suo marito, a quel punto, non hanno esitato e gli sono corsi dietro. «Eravamo vestiti leggeri, visto il caldo, ma non ci abbiamo badato: l’unico nostro obiettivo era tentare di salvare la nostra Destiny – racconta la donna – l’avevamo salvata quando era appena una cucciola, sette anni fa: era stata abbandonata in un sacco per farla morire. Da allora le abbiamo sempre voluto bene, era parte della nostra famiglia». Anche per questo la coppia non bada alle ferite che inevitabilmente si procura inoltrandosi nel bosco senza un abbigliamento adeguato. «A un certo punto mi è franato il terriccio sotto i piedi e sono caduta giù in una specie di piccolo canalone – racconta Paula – non riuscivo più a risalire, ci ho provato ferendomi anche le mani e le gambe ma continuava a franare tutto. Mio marito è corso più avanti, cercando di raggiungere il lupo ma alla fine vicino a un ruscello ha trovato solo la carcassa di Destiny, ormai morta. Così è tornato indietro per aiutarmi». La donna è stata poi portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per essere medicata e per gli accertamenti medici di rito che hanno evidenziato l’assenza di fratture.
La grande paura
Tornato al ruscello insieme a un vicino, più tardi nella notte, il marito della donna non ha più trovato il corpo della cagnolina, trascinato nel fitto del bosco dal lupo che a più riprese i due uomini hanno notato nelle vicinanze, in procinto di attaccarli. Così sono tornati indietro, tornando sulle tracce di Destiny solo questa mattina (19 luglio). «Hanno trovato solo la testa, una zampa e la parte posteriore con la coda: è stata completamente sbranata – racconta Paula – non capisco come sia stato possibile che un lupo di quelle dimensioni si sia avvicinato tanto alle case: qui dietro la nostra abitazione c’è un agriturismo e spesso ci sono i bambini che giocano. Davanti casa nostra c’è un’altra famiglia con una bambina dell’età di nostro figlio. Se non ci fosse stata Destiny a difenderci – conclude la donna, affranta dal dolore – non so cosa sarebbe potuto accadere».
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