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Il caso

Montecatini, trovata morta a 25 anni. La famiglia: «Non fu atto autolesionista, ci sono tanti aspetti da chiarire» – La denuncia-querela e la versione del legale

di Luigi Spinosi
Montecatini, trovata morta a 25 anni. La famiglia: «Non fu atto autolesionista, ci sono tanti aspetti da chiarire» – La denuncia-querela e la versione del legale

Il corpo della giovane fu ritrovato in un appartamento in città. Il legale: «La ragazza possa essere entrata in contatto con ambienti riconducibili al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione»

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MONTECATINI. Quando – era il primo di agosto – il suo corpo senza vita fu ritrovato in appartamento in città la prima ipotesi fu quella di una terribile scelta autolesionista, ma quell’ipotesi non ha mai convinto la madre che, attraverso il proprio avvocato Francesco Palumbo, ha depositato alla procura della Repubblica di Pistoia prima una denuncia-querela, quindi un’ulteriore integrazioni, perché vengano approfondite le indagini sulla morte della figlia 25enne, una ragazza di origine ucraina residente a Milano. Insomma, per la madre quella non è stata una morte volontaria, ma qualcuno l’avrebbe uccisa. Un’ipotesi che getta una nuova ombra dopo i recenti casi di Ana Maria Andrei e Denisa Maria Paun, uccise da Vasile Frumuzache (che è stato condannato all’ergastolo) e i cui corpi furono ritrovati nelle campagne di Montecatini. 

Nuovi materiali

Ma torniamo alla ragazza trovata senza vita un mese fa: secondo la madre, infatti, la sua morte presenta interrogativi che non possono restare senza risposta. 
E proprio per trovare quelle risposte alla denuncia querela presentata nelle scorse settimane è stata adesso aggiunta un’integrazione per mettere a disposizione degli inquirenti ulteriori elementi documentali, audiovisivi e investigativi. Questo perché, come spiega l’avvocato Palumbo, si possa far chiarezza sulle circostanze che hanno preceduto la morte della ragazza (per la quale si attende la relazione dell’autopsia che è già stata eseguita).
Il materiale depositato comprende video, registrazioni audio, riferimenti a persone che sarebbero entrate in contatto con la ragazza nei giorni precedenti la sua morte e indicazioni utili a ricostruire gli spostamenti della giovane.

La versione del legale

L’avvocato spiega come alcune persone, «ritenute potenzialmente a conoscenza di circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti, si troverebbero all’estero (in particolare a Dubai)».
«Dalle informazioni raccolte dalla famiglia e rappresentate negli atti depositati – continua il legale – vi sarebbero elementi che inducono a ritenere che la ragazza possa essere entrata in contatto con ambienti riconducibili al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e che possa essere stata coinvolta in attività di accompagnamento non pienamente frutto di una libera autodeterminazione. Si tratta di circostanze che dovranno essere rigorosamente verificate dagli inquirenti». Ma la consegna dei nuovi documenti potrebbe non finire qui: dalla famiglia e dal suo avvocato arriva infatti un appello affinché si possano raccogliere ulteriori elementi. Un appello rivolto a chiunque abbia visto la giovane negli ultimi giorni di vita, a chi abbia frequentato i luoghi da lei abitualmente visitati a Montecatini, a chi abbia lavorato o operato nelle strutture ricettive, nei locali notturni, negli esercizi commerciali o nelle aree cittadine da lei frequentate, affinché ogni informazione possa essere portata all'attenzione delle autorità.

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