Viareggio, ricorso sul voto per il sindaco: «Vengano ricontate le schede» – Cosa può succedere
Dopo l’arrivo al fotofinish di giugno, Federica Maineri si appella al Tar: l’istanza presentata in uno degli ultimi giorni disponibili. Adesso verrà verificata la sua ammissibilità
VIAREGGIO. Si va verso il riconteggio delle schede elettorali? A stabilirlo sarà il Tar, dopo che la coalizione a sostegno di Federica Maineri si è rivolta appunto alla giustizia amministrativa. Fonti interne al centrosinistra, infatti, raccontano di un ricorso presentato al tribunale amministrativo nei giorni scorsi proprio per chiedere una verifica sulle schede elettorali del ballottaggio del 7 e 8 giugno, quando Grilli è risultata vincitrice su Maineri con un risicato margine di 160 voti (su un totale di 25. 460 votanti). In casa Pd al momento tutto tace e nessuno intende rilasciare dichiarazioni ufficiali in merito, rinviando tutto «a quando saranno stati svolti alcuni passaggi».
Cosa sappiamo
Stando alle indiscrezioni provenienti dal centrosinistra, il ricorso sarebbe stato presentato in uno degli ultimi giorni disponibili (la legge impone il limite di 30 giorni dalla proclamazione degli eletti, in questo caso il 9 luglio).
Già nei primi istanti dopo il testa a testa tiratissimo che vide vincitrice la candidata di Area Civica e del centrodestra, davanti al comitato elettorale di Maineri si ventilava la possibilità di un ricorso. Tant’è che, in risposta alle domande dei giornalisti presenti, né la candidata a sindaco né il segretario dem Filippo Ciucci esclusero quest’eventualità, facendo riferimento al divario ristrettissimo, alle 399 schede annullate e alle 15 contestate nella due giorni di elezioni.
Al momento non è possibile conoscere con esattezza le motivazioni che i progressisti hanno posto alla base del ricorso presentato, ma è certo che debba trattarsi di illegittimità molto precise e circostanziate avvenute nel corso della procedura elettorale (non è ammesso il semplice ricorso esplorativo) e che debba venir indicato in che modo tali illegittimità possono aver compromesso, in maniera decisiva, il risultato finale (la cosiddetta “prova di resistenza”) . Ad esprimersi su tutto questo, però, saranno i giudici amministrativi.
I prossimi passaggi
Quali sono i prossimi passaggi? Intanto, dovrà esserci la fissazione dell’udienza con decreto del Tar. Un passaggio che avviene generalmente in tempi celeri e non è da escludere, se il ricorso è stato presentato nei giorni scorsi, che possa accadere anche in giornata. Contestualmente al decreto di fissazione, viene anche ordinata la notifica ad almeno due controinteressati (come ad esempio, in questo caso, la sindaca Sara Grilli). Una volta all’udienza, verrà verificata l’ammissibilità del ricorso. Nel caso in cui venisse ritenuto ammissibile, molto probabilmente verrà poi nominato un consulente tecnico e si procederà all’apertura dei faldoni con le schede elettorali.
Nel 2015
A sentir parlare di ricorso, tanti in città hanno inevitabilmente pensato al 2015, quando l’ex candidato a sindaco del centrodestra Massimiliano Baldini si rivolse al Tar dopo essere rimasto escluso dal ballottaggio per soli 27 voti di distacco da Luca Poletti. Nel luglio 2016 il Tar annullò le elezioni del maggio 2015, quando risultò vincitore Giorgio Del Ghingaro, aprendo le porte della città al commissario prefettizio. A novembre dello stesso anno, poi, fu il Consiglio di Stato a riformare la sentenza del Tar, accogliendo l’appello e permettendo a Del Ghingaro di tornare ad amministrare la città.
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