Marina di Pietrasanta, eventi e musica di notte nei bagni: c’è una nuova polemica. Cosa non va secondo un gruppo di ristoratori
Polemizzano alcuni titolari di ristoranti che sono pronti a inviare un documento. Il Pd: «Il sindaco verifichi le autorizzazioni»
PIETRASANTA. Musica fino a tarda notte a due passi dal mare, stabilimenti balneari trasformati in veri e propri ristoranti, eventi sotto le stelle.
La spiaggia di Marina di Pietrasanta arricchisce il campionario dei servizi offerti alla clientela e, di conseguenza, deflagrano le polemiche.
«Il sindaco Alberto Giovannetti parla di libero mercato e di tolleranza nei confronti di chi investe visto che la nostra è una località turistica, ma ci chiediamo: chi tutela le attività dell'entroterra, come ristoranti, pizzerie e bar dalla concorrenza degli stabilimenti che oramai possono fare tutto, a quanto sembra con servizi offerti anche ai non clienti, dalla colazione fino a pranzi, aperitivi, cena e feste? Siamo preoccupati», le parole di alcuni ristoratori pronti a sottoscrivere un documento da sottoporre al primo cittadino.
Nel frattempo il pensiero di Giovannetti sulle attività negli stabilimenti balneari innesca la querelle politica. «Se da una parte il primo cittadino invita alla tolleranza e si mostra favorevole a una possibile liberalizzazione delle attività, dall’altra lascia aperti interrogativi che riguardano il rispetto delle regole, la tutela dei residenti e il modello turistico che si vuole costruire per il futuro della Versilia. È proprio su questi aspetti – il pensiero di Irene Tarabella, Claudia Dinelli e Susanna Maremmani del Pd – che riteniamo necessario avviare una riflessione seria e trasparente. La prima domanda è semplice: questi nuovi locali che si affacciano in modo portentoso sul mercato soprattutto sui social, realizzati negli stabilimenti che oggi organizzano cene, eventi, intrattenimento musicale e attività serali sono in possesso delle autorizzazioni necessarie previste dalla normativa vigente? Prima ancora di discutere di nuove aperture o di maggiore flessibilità, sarebbe opportuno fare chiarezza sul quadro esistente e verificare che le regole siano rispettate da tutti allo stesso modo. Il sindaco sostiene che chi investe e innova debba essere sostenuto. Un principio condivisibile, ma che non può tradursi in una deregulation di fatto. Gli investimenti sono importanti, ma devono convivere con il rispetto delle norme. Per questo riteniamo – rilanciano dal Pd – che l'amministrazione debba fornire risposte precise e non limitarsi a generici richiami alla tolleranza. E poi: siamo davvero sicuri che il proliferare di attività serali, musica e intrattenimento negli stabilimenti balneari rappresenti il modello di sviluppo più adatto alla Versilia? La nostra zona ha costruito nel tempo il proprio successo grazie a un’offerta diversificata, capace di attrarre famiglie, turisti italiani e stranieri, persone alla ricerca di relax, qualità ambientale e servizi di livello».
Per questo il Pd ritiene che «il tema centrale non sia la contrapposizione tra sviluppo e divieti, ma l’equilibrio. Ci chiediamo infatti se non sia necessario rafforzare le verifiche sulle attività che si svolgono sul litorale, monitorando il rispetto degli orari, delle autorizzazioni, dei limiti acustici e della sicurezza. Non per ostacolare chi lavora, ma per garantire regole uguali per tutti».
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