Il Tirreno

Versilia

Il dolore

Torre del Lago, l'ultimo abbraccio a Francesco Lettieri morto travolto dal treno: «Ora sei insieme a mamma»

di Luca Pardini

	Da sx la folla ai funerali di Francesco Lettieri, a dx la vittima (foto Iacopo Giannini)
Da sx la folla ai funerali di Francesco Lettieri, a dx la vittima (foto Iacopo Giannini)

Folla nella chiesa di San Giuseppe per i funerali del 24enne. Il messaggio della sorella: «Vorrei che qualcuno mi svegliasse e mi dicesse che è solo un brutto scherzo». Nel 2013 la famiglia Lettieri aveva perso Alberta, madre di Francesco e Gaia

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TORRE DEL LAGO. In una chiesa di San Giuseppe gremita di persone, Torre del Lago ha dato l’ultimo saluto a Francesco Lettieri, il 24enne tragicamente scomparso nel tardo pomeriggio dello scorso venerdì, travolto e ucciso da un treno nel tentativo di attraversare sulle rotaie alla stazione di Ca’ di Boschetti a La Spezia.

La scomparsa del giovane – da tutti conosciuto come “Checco” – ha lasciato nel dolore un’intera comunità, che ieri appunto si è riversata nel centro del paese per prendere parte alla funzione. Tantissimi i giovani presenti, vestiti perlopiù in nero, accorsi a salutare per l’ultima volta Checco, che per qualcuno è stato compagno di scuola, per altri un collega di lavoro. Per tutti, certamente, un amico che non verrà mai dimenticato. Accanto alla bara, sulla quale giacevano fiori, sciarpe della Juventus e del Pisa Calcio e una foto di Francesco sorridente, a un certo punto si è seduta Gaia, la sorella, che ha trovato la forza di leggere qualche riga ai presenti ma rivolgendosi, in realtà, al suo Checco. «Vorrei che qualcuno mi svegliasse e mi dicesse che è solo un brutto scherzo – ha detto – eri sempre così di fretta, anche nell’ultima azione della tua vita, così rapida e di corsa».

La famiglia Lettieri già nel 2013 aveva subito un terribile lutto con la scomparsa di Alberta, mamma di Francesco e Gaia. «Dopo tredici anni se ne è andata anche l’altra mia metà – ha continuato la sorella di Checco – ma paradossalmente tiro un sospiro di sollievo. Ti invidio che ora sei con la mamma, siamo come due squadre abbastanza equilibrate: io qui con papà e la meravigliosa Barbara, tu lassù con mamma».

Tanti gli occhi lucidi e le teste basse, ma anche striscioni, palloncini, fumogeni e una canzone di Olly, che ha accompagnato il percorso della salma fino al carro funebre. Nei giorni, sui vari canali social, fiumi di testimonianze e ricordi commossi hanno descritto Francesco come un ragazzo vivace, sempre sorridente, un po’ scalmanato ma di rara generosità. «Anche lui, come tanti altri adolescenti, è passato qui dalla parrocchia e si è messo a dare una mano, ad esempio con il gruppo estivo – ha ricordato don Gilberto Filippi – c’era tanta generosità in lui. Oggi siamo ottenebrati dalla tristezza, ma dobbiamo trasformarla in qualcosa per far venire fuori del bene. Tiriamola fuori questa vita che abbiamo, impariamo da lui». Al termine dei funerali, dopo che il carro funebre ha preso la via, tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia Lettieri.


 

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