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Viareggio, il servizio dell’Asl per i pazienti fragili riparte a maggio: «Garantita assistenza a domicilio»

di Matteo Tuccini
Viareggio, il servizio dell’Asl per i pazienti fragili riparte a maggio: «Garantita assistenza a domicilio»

Accordo per la nutrizione artificiale. Il problema era stato sollevato dal 26enne Silvio Binca affetto da malattia rara: in tutto riguarda 120 persone in Versilia

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VIAREGGIO. Ripartirà a maggio a pieno regime il servizio dell’Asl per la nutrizione artificiale a domicilio dedicata ai pazienti fragili. A renderlo noto è Bruno Murzi, presidente della Conferenza dei sindaci della Versilia. Che si dice soddisfatto per la risposta data dal territorio a un’esigenza imprescindibile: «È una vittoria per tutti, frutto della collaborazione che c’è su temi importanti e delicati come questo», dice il primo cittadino-medico di Forte dei Marmi.

La nutrizione artificiale domiciliare era andata in tilt a causa della difficoltà di mettere a disposizione un medico ad hoc, che si occupasse della sostituzione del "sondino". A sollevare il caso a febbraio, dalle pagine del Tirreno, era stato Silvio Binca, 26enne di Massarosa che convive da anni con una malattia genetica rara, la desminopatia. Che lo costringe all’uso della sedia a rotelle, all’alimentazione artificiale e al respiratore 24 ore su 24.

Il problema riguardava la sostituzione della sonda che permette, appunto, l’alimentazione indotta: non potendo più inviare un medico a casa, l’Asl aveva proposto a un centinaio di utenti di andare direttamente in ospedale per sottoporsi alla procedura. Ma questa è una richiesta difficile da accettare per chi ha una mobilità ridotta o inesistente. E una situazione sanitaria molto precaria. «Per me - aveva spiegato Silvio Binca - questo significa l’esposizione al freddo e ai contagi in ospedale, che rappresenta un rischio sanitario serio per la mia salute respiratoria. Inoltre la mia sonda è posizionata in una zona particolarmente dolorosa, sotto le costole, e il trasporto dopo la sostituzione aggraverebbe notevolmente la sofferenza; lo spostamento in ospedale comporta un forte stress fisico e psicologico, dovendo avere a che fare con estranei che non conoscono la mia condizione e che, quindi, renderebbero la situazione alquanto destabilizzante».

Il servizio riguarda complessivamente 120 pazienti in tutto, ma sono ben 105 quelli che hanno necessità di un supporto domiciliare (gli altri 15 sono seguiti in ambulatorio): «Persone più deboli e fragili, per cui un’interruzione di questo servizio non era accettabile - dice Murzi - Ecco perché abbiamo fatto presente all’Asl che era necessario trovare una soluzione. Abbiamo ricevuto ampia disponibilità, dalla dottoressa Manuela Folena che è responsabile della Zona distretto Versilia, fino alla dottoressa Diana Bonuccelli, responsabile della Medicina legale della zona nord dell’Asl: grazie alla loro collaborazione, il servizio è proseguito anche in questo periodo di difficoltà, ma adesso potrà ripartire in maniera strutturale. Merito della presenza di una dottoressa, la collega Rita Borracci, che dalla Medicina legale viene destinata appositamente alla nutrizione artificiale domiciliare: la situazione può dirsi risolta. A tutte loro va il nostro ringraziamento. È una vicenda che conferma, così come accaduto per lo sportello protesi e ausili, che in Versilia c’è la volontà di risolvere le difficoltà dovute alle carenze di personale medico o comunque sanitario. Lo spirito comune è quello di agevolare l’utenza».

Secondo Daniele Soddu, segretario del sindacato Fials, «bisogna accogliere in maniera positiva la risoluzione di un problema che rappresentava un’emergenza assoluta e immediata, così come segnalato dal nostro sindacato. Ringraziamo il sindaco Murzi, che dimostra quanto la politica possa agire in maniera concreta se si fa carico dei problemi sociosanitari dei cittadini».

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