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Massarosa, risarciti con 1,8 milioni di euro gli eredi di una vittima di Sassaia

di Pietro Barghigiani
Massarosa, risarciti con 1,8 milioni di euro gli eredi di una vittima di Sassaia

La Germania condannata per crimini contro l’umanità

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MASSAROSA. Lo catturarono nel Pisano in una di quelle rappresaglie contro i civili in cui il pretesto di dare la caccia ai partigiani serviva solo per fare bassa macelleria contro i “traditori” italiani. Era l’agosto 1944. Il mese dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema con un prima e dopo segnato da altrettanti massacri.

Aveva 39 anni, professione carbonaio. Venne portato alla Pia Casa a Lucca, centro del comando tedesco. E da qui condotto alla morte insieme ad altri 37 civili inermi in località Sassaia a Massarosa.

A ucciderli l’11 agosto furono i soldati del Terzo Reich che di lì a poco continuarono la mattanza contro la popolazione a Sant’Anna. Il padre di famiglia venne fucilato insieme agli altri innocenti. Lasciò moglie e quattro figli.

Gli eredi della vittima dei nazisti, tra figli e nipoti, dopo aver intentato una causa contro la Germania, come prosecuzione naturale dello Stato del Terzo Reich, hanno ottenuto una sentenza di condanna per un risarcimento che supera il milione e 800mila euro.

Il giudice Alice Croci del Tribunale di Firenze ha riconosciuto ai familiari il danno per la perdita del loro congiunto fucilato lungo la via di Montramito, nella frazione di Piano di Conca nel luogo che dà il nome all’eccidio e che nell’atlante dei massacri tedeschi in Toscana è conosciuto come la strage di Sassaia. Un monumento ne ricorda la ferocia nazista.

Accertato l’episodio come crimine di guerra e contro l’umanità, il Tribunale ha disposto il risarcimento, le cui provviste andranno cercate nel Fondo ristori costituito al ministero dell’Economia e delle finanze. Considerando la sequenza condanne contro la Germania e gli importi, anche milionari, stabiliti agli eredi delle vittime del nazismo, il rischio che gli importi non sia sufficienti è un tema che prima o poi dovrà essere affrontato.

Quella della “Sassaia” fu una strage inserita all’interno di una serie più ampia di uccisioni per eliminare i civili detenuti nella scuola di Nozzano Castello, catturati nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1944 nel corso di un vasto rastrellamento del monte Pisano.

Il contingente più numeroso, 31 persone, venne portato in località “Sassaia” e qui, a breve distanza dall’attuale via Sarzanese, i civili furono fatti allineare contro il poggio iniziale della collina e uccisi a colpi di mitra. Circa un’ora dopo, mentre i militari tedeschi stavano ancora presidiando la zona del massacro, arrivarono otto civili italiani provenienti dal campo di concentramento di Socciglia, nei pressi di Borgo a Mozzano, e diretti a Forte dei Marmi. Degli otto riuscì miracolosamente a salvarsi solo Edilio Dazzi che, rimasto illeso dalle pallottole e ricoperto dai corpi ormai senza vita dei suoi compagni, alcune ore dopo fu in grado di allontanarsi senza essere scoperto.


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