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Camaiore, apre una nuova pasticceria a 31 anni: «Ho realizzato il sogno di tutta una vita»

di Gabriele Buffoni

	Giacomo (a destra) e Filippo Altemura all’inaugurazione
Giacomo (a destra) e Filippo Altemura all’inaugurazione

Giacomo Altemura e il fratello Filippo hanno avviato l’attività in via del Paduletto

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CAMAIORE. Un sogno che diventa realtà. E che è stato coltivato a lungo, fin dall’età di 16 anni «quando ho iniziato a lavorare alla Pasticceria Futura: i titolari, Cristina e Roberto, mi hanno sempre fatto sentire a casa nel loro laboratorio ed è lì che mi sono innamorato di questo mestiere». A parlare è Giacomo Altemura, pasticcere di Lido di Camaiore che a 31 anni ha aperto mercoledì mattina – in società con il fratello Filippo, 37 anni, in passato impiegato in un’azienda di infissi – la nuova pasticceria “Ho sognato di te” in via del Paduletto a Lido, nel fondo ormai vuoto che un tempo aveva ospitato la Coldiretti.

Un nome che è venuto «in modo naturale – spiega Giacomo – perché è quello che fin da giovanissimo ho sempre sognato di fare: aprire una mia pasticceria nel luogo dove sono nato». Eppure il suo curriculum racconta la storia di un giovane pasticcere che, dalla comfort zone rappresentata proprio dalla Pasticceria Futura di Camaiore, ha viaggiato molto per formarsi. Dai corsi di specializzazione a Brescia dove ha conosciuto pilastri della pasticceria italiana come Iginio Massari, Alessandro Bresciani e Omar Busi alla pasticceria Biasetto di Padova, dalle stagioni a Sauze d'Oulx (in Piemonte) a Napoli, dove è arrivato quarto al mondiale Fipgc (la Federazione internazionale pasticceria, gelateria e cioccolateria) nella categoria “panettoni tradizionali”.

«Un anno e mezzo fa – racconta – ho deciso che volevo iniziare a costruire qualcosa qui nella mia terra. Così ho avviato un laboratorio di pasticceria e di panificazione direttamente in casa mia: producevo panettoni, opere di pasticceria e, due volte la settimana, anche il pane ma solo su ordinazione, gestendo tutto tramite whatsapp. Volevo mettermi alla prova, e la risposta è stata ottima. Ora era arrivato il momento giusto per fare un passo ulteriore – conclude – che è stato possibile solo grazie al supporto di mio fratello e dei miei genitori».

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