Viareggio e Versilia, più arrivi ma i soggiorni si accorciano nel 2024. E i toscani sono attratti da due paesi stranieri
L’utenza si sta diversificando in Versilia. Le proiezioni dei primi sette mesi dell’anno
VIAREGGIO. Arrivi in aumento (+7,8%) ma presenze in calo (-2,9), come anche la durata media del soggiorno (da 4,3 a 3,8 notti). Ospiti italiani in diminuzione (-6,3%), in forte crescita invece quelli stranieri (16,5%). Eccola la fotografia essenziale del turismo in Versilia nei primi sette mesi dell’anno, in base ai dati elaborati per la conferenza dei sindaci della zona. Quella essenziale, però. I numeri si sa, fanno sintesi di concatenazioni di cause, effetti, situazioni impreviste e imprevedibili.
«I dati dei primi sette mesi del 2024 scontano due mesi, maggio e giugno, di meteo avverso – fa notare infatti Alessandro Meciani, assessore a turismo e attività produttive di Viareggio –. Nei primi sette mesi dell’anno gli arrivi sono comunque aumentati (di 32.000 in numero assoluto, ndr) in Versilia rispetto allo stesso periodo del 2023, ma le presenze sono diminuite (-51.000, ndr): gli ospiti rimangono meno tempo. Un altro aspetto interessante che leggo nei dati è la ripresa del soggiorno in albergo (preferito nei primi sette mesi del 2024 dal 55,1% dei turisti in Versilia, a fronte del 51,2% nel 2023, ndr), mentre l’extralberghiero, soprattutto i campeggi, registra qualche difficoltà, nel caso dei campeggi legate al meteo avverso. La ripresa degli alberghi fa ben sperare; nell’extralberghiero è in crescita il gradimento delle case vacanze».
È sempre più straniera la domanda turistica in Versilia, cresciuta del 15,1% negli arrivi e del 12,6 nelle presenze: in numeri assoluti le percentuali corrispondono a 25.000 arrivi e quasi 88.000 presenze in più rispetto ai primi sette mesi del 2023. Mentre la durata del soggiorno per gli stranieri si è tenuta stabile su 4,1 notti. Assessore Meciani, come decifra questo cambiamento o nell’utenza turistica della Versilia?
«Sicuramente abbiamo un’utenza straniera in aumento, sia dal mercato europeo ma soprattutto statunitense. Il mercato europeo è in salute: abbiamo assistito a un grosso ritorno degli inglesi, e anche dei tedeschi, nonostante la crisi economica che stanno attraversando. E poi nuovi mercati che si stanno affacciando, come la Romania e la Polonia, ci devono far fare una riflessione. In particolare quello polacco: nel 2025, con il Giubileo, sappiamo già che ci sarà grande interesse dalla Polonia».
Cosa che non si può dire per i turisti italiani: il cosiddetto “mercato domestico” nei primi sette mesi del 2024 ha registrato circa settemila arrivi in più ma un calo di quasi 140.000 pernottamenti; la permanenza media è passata da 4,3 a 3,7 notti.
«Sì, in effetti si sono registrati deficit sul mercato nazionale interno: solo da tre regioni abbiamo notato un aumento, ovvero Veneto, Campania e Lazio (rispettivamente +5,1, +2,6, +11%, ndr). Altre regioni invece stanno segnando il passo, e in particolare abbiamo problemi con la Toscana. Il motivo penso sia riconducibile alla pressioni esercitate dall’aumento del costo della vita sulle famiglie italiane, che ultimamente privilegiano vacanze all’estero, soprattutto in Albania ed Egitto dove i prezzi sono più concorrenziali».
Perché così concorrenziali?
«Il fatto è che a fronte di un costo di personale che in Italia corrisponde a tremila euro al mese per uno stagionale, in Albania non si va oltre i 1.470. Devo dire comunque che i dati di questi primi sette mesi sono soddisfacenti per la Versilia, adesso aspettiamo quelli a consuntivo del secondo semestre».
Nello specifico di Viareggio: come sono stati questi primi sette mesi del 2024?
«L’Ambito turistico ragiona su una media triennale. E Viareggio, nel triennio dal 2018 al 2020, ha assorbito il 40% di presenze dell’intera Versilia; nel triennio 2021-23 è arrivato al 44%: significa che l’incremento turistico dell’ultimo triennio è stato del 10% per Viareggio. Il 2024 ricalca le linee emerse a livello di ambito, anche per quanto riguarda gli stranieri, molto aumentati anche nello specifico di Viareggio. Devo dire che abbiamo giocato bene la partita post Covid».
Una partita importante. Il Come di Viareggio come si è mosso?
«È stato un grande lavoro di squadra di tutta l’amministrazione comunale: abbiamo proposto eventi di altissimo livello sia in ambito sportivo che culturale. E poi tantissima promozione, sia in Italia come mercato tradizionale, che all’estero. Con i sindaci dell’ambito della Versilia abbiamo partecipato alle fiere del turismo di Miami, Washington, New York. Ma ci siamo mossi anche in autonomia».
In che modo?
«Come Comune siamo andati alla fiera di Nizza, città con cui abbiamo stretto una partnership grazie alla quale i tram hanno viaggiato con il brand Viareggio: accadrà anche nel 2025. Abbiamo fatto pubblicità su Radio Monaco, le cui frequenze arrivano da Montecarlo a tutto il sud della Francia. Questo intervento ci ha aiutato molto a far ripartire il mercato francese. Inoltre abbiamo partecipato alle fiere del turismo di Rimini e Bologna».
Quali le strategie per il 2025?
«In sinergia con il sindaco Giorgio Del Ghingaro che ci dà le indicazioni principali, porteremo la nostra offerta nelle principali fiere. Abbiamo riconfermato il salone di Nizza e siamo attenti a cogliere le opportunità del periodo invernale. Lo scheletro fondamentale degli eventi culturali e sportivi del 2025 è pronto: ci sarà un grande evento ogni mese, che sarà affiancato da eventi medi e piccoli».
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