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Viareggio, la nuova via Mazzini: «Sarà fuori dalla realtà»

di Donatella Francesconi
Viareggio, la nuova via Mazzini: «Sarà fuori dalla realtà»

La voce dei commercianti che contestano gli stalli sosta, l’assenza di posto per i furgoni e il passaggio degli autobus

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VIAREGGIO. Via Mazzini, terzo isolato chiuso da tre settimane per il proseguimento dei lavori di rifacimento della strada iniziati l’otto settembre dello scorso anno, un milione e 800mila euro di spesa, tempi per la consegna dell’opera completata stimati in 300 giorni. «Un mese a isolato», è sempre stata la previsione dell’assessore ai lavori pubblici, Federico Pierucci, che punta a inaugurare per le feste natalizie. «Per il primo isolato siano a sette mesi e non è terminato», fa notare Simone Del Tevere, calzolaio, tra i commercianti più attivi nel sottolineare i disagi presenti e futuri: «Per il secondo, invece, sono due mesi che i lavori sono stati avviati. Se parli con gli operai ti dicono che sono necessari minimo due mesi a incrocio».

Ad aggiudicarsi il rifacimento di via Mazzini è stata l’impresa Del Debbio Costruzioni di Lucca. La quale ha subappaltato a Varia Costruzione e Bicicchi Felice le diverse lavorazioni. Al momento, nel terzo lotto, sono al lavoro le squadre dell’impresa Bicicchi: «Si sono dimostrati rapidi», sottolinea Del Tevere: «Ma come commercianti ci chiediamo perché il sabato gli operai non lavorano? E, ancora: sono state previste penali in caso di ritardi? L’esperienza di questi mesi di cantiere aperto ci dice che ci devono essere più squadre al lavoro».

La nuova via Mazzini, la cui forma si intravede nel primo tratto lato monte, non convince. A cominciare dalla ciclopedonale valutata da più parti come troppo stretta, per continuare con i parcheggi a spina di pesce, lato Torre del Lago «che finiranno per oscurare completamente le attività commerciali su quel lato» fa notare Roberto Tarducci, titolare del negozio di biciclette che insiste nel tratto non ancora interessato dal cantiere.

Imprese – sono le parole di Alfonso Ascione, titolare insieme al fratello della pizzeria “O’ Sole mio”, 24 anni di presenza in via Mazzini – «che oggi hanno soprattutto bisogno di spazi di sosta per i furgoni». Il motivo è nella realtà del commercio oggi: «Oggi per il 90 per cento il commercio lavora on line. Mi fai una strada nuova e la stringi: ma i furgoni dove si fermano? A ogni angolo andava prevista una postazione di carico e scarico. Questo se fossero venuti a vedere via Mazzini prima di progettarla. Invece quello che stanno realizzando sembra un progetto fatto intorno agli anni Ottanta-Novanta, conservato nella scrivania, e tirato fuori oggi per l’occasione. Se davanti a Prenatal mi ci fai la piazza, mi dici dove si ferma la macchina, dove si ferma il furgone? È un progetto pensato con una mentalità antica. Un progetto senza futuro». Senza contare che tra le prime necessità della zona «ci sono le telecamere e maggiori controlli delle forze di polizia».

E se lo storico negozio di calzature Vignali ha già lasciato via Mazzini per concentrare tutta l’attività in quello di piazza Campioni, in Passeggiata, c’è qualcun altro che sta valutando se rimanere o andarsene. Siamo alla gelateria “DolceAmaro”, 13 anni di attività, gestione familiare grazie alla passione e alla voglia di innovare che hanno Marco Tumino e la sua mamma, Margherita Tavormina. «Abbiamo già tolto gli arredi esterni e siamo molto preoccupati perché già sappiamo che il suolo pubblico non lo avremo più». Nei mesi scorsi l’assessore Federico Pierucci aveva spiegato che il suolo pubblico sulla nuova via Mazzini poteva essere richiesto solo da quelle attività che insistono sugli angoli della strada. «Vediamo come viene la strada una volta terminati i lavoro e vediamo se la clientela ritorna. Ma stiamo valutando anche di cambiare zona». Certo è, sono le parole di Tumino, «che se vogliono farci morire come attività potevano dirlo prima. All’inizio dei lavori non ci dormivo la notte». Per l’isolato nel quale insiste la gelateria si preannuncia una stagione di lavori nel pieno dei mesi del gelato.«Avrebbero dovuto prevedere della facilitazioni per le attività in questo anno di lavori», è il suggerimento di Ascione.

Suggerimento al quale si aggiunge quello di Roberto Tarducci, gestore della rivendita di biciclette che in via Mazzini si trova dal 1999: «Spero che lungo la nuova via Mazzini non facciano più passare i bus. Faranno una bella strada e ne sono sicuro. Ma devono abbassare il carico di traffico spostandolo sulle altre direttrici mare/monti. Se si snellisce il traffico ci si fanno passare solo auto, allora va bene». Nella riflessioni di Tarducci anche una preoccupazione che è condivisa da tutto il centro città: «Spero che facciano anche il mercato, altrimenti la via Mazzini bella non ha senso. Se non recuperi il mercato di piazza Cavour, che è il centro di Viareggio, per cosa spendi in via Mazzini?».

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