Morto Umberto Bossi: aveva 84 anni. Addio al senatur ideatore e fondatore della Lega Nord
È stato rieletto per otto volte alla Camera dall’undicesima alla diciannovesima legislatura: un filotto iniziato nel 1992, contrassegnato anche da tre mandati al Parlamento europeo
È morto Umberto Bossi, il senatur. Aveva 84 anni ed era ricoverato da mercoledì in ospedale a Varese. Bossi, nato il 19 settembre del 1941 a Cassano Magnago, un comune in provincia di Varese, è passato alla storia della politica come il padre fondatore della Lega Nord. L’uomo che ideò il Carroccio con l’emblema di Alberto da Giussano, personaggio leggendario del XII secolo che avrebbe partecipato, da protagonista, alla battaglia di Legnano, ha inanellato una serie lunghissima di incarichi: Umberto Bossi conquistò l’appellativo di Senatur con l’elezione al Senato nel 1987, e lo ha accompagnato per tutta la vita, in Parlamento, al governo e nel partito. È stato rieletto per otto volte alla Camera dall’11ª alla 19ª legislatura. Un filotto iniziato nel 1992, contrassegnato anche da tre mandati al Parlamento europeo. Il 2001 è l’anno del suo ingresso al governo, nel Berlusconi II con l’incarico di ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione. Segretario, ma soprattutto leader indiscusso della Lega dal 1989, è stato costretto a farsi da parte, anche sotto la spinta della generazione di politici che aveva “svezzato” e fatto crescere sotto il simbolo del Carroccio, nell’aprile del 2012, a seguito dello scandalo della distrazione di fondi della Lega a favore della sua famiglia. Aveva dato le dimissioni, ma aveva conservato la carica di presidente a vita. Assodata e confermata è la sua militanza giovanile nei partiti della sinistra estraparlamentare e nel 1975 risulta iscritto al Pci. Quattro anni dopo incrocia l’autonomismo che poi, più avanti, anche sotto la spinta del politologo Gianfranco Miglio, diventerà federalismo. Risolutivo in questo senso è stato l’incontro con Bruno Salvadori e Roberto Maroni.
Insieme a Roberto Maroni e Giuseppe Leoni, Bossi fonda la Lega Autonomista Lombarda, ma viene bocciato alle elezioni politiche, alle quali si presenta per la prima volta nel 1983. Non si perde d’animo. Nell’aprile del 1984 dà vita alla Lega Lombarda, assume la carica di segretario che conserverà fino al 1993. Nel 1987 si aprono le porte di palazzo Madama e in parallelo Bossi porta avanti il progetto di collegare le esperienze autonomiste, che si articolano nelle regioni del Nord. È solo questione di tempo e alla fine del 1989, il Senatur fonda la Lega Nord. Al raduno di Pontida viene acclamato segretario.
Tangentopoli non è alle porte ma inesorabile si avvicina. Sotto le inchieste della magistratura di Milano, viene giù la Prima Repubblica. Siamo al 1992 il pentapartito si sgretola e Bossi viene eletto alla Camera, con 240mila preferenze. Dapprima appoggia il pool di Mani Pulite, ma la Lega non è immacolata e viene coinvolta per aver ricevuto un finanziamento di 200 milioni delle vecchie lire dalla Montedison. Come segretario della Lega Umberto Bossi viene condannato a 8 mesi nel 1995 per violazione della legge sul finanziamento pubblico.
Un anno prima Silvio Berlusconi ha fondato Forza Italia. Nasce la prima alleanza che prende il nome di Polo delle libertà. Un sodalizio che dura pochi mesi. Il 22 dicembre 1994, Berlusconi viene sfiduciato ed è proprio Bossi a presentare la mozione di sfiducia contro il suo ex alleato. Nel 1996 la Lega corre da sola e alle elezioni conquista il 10,8% a livello nazionale, ma in Veneto sfiora il 30%, il 26% in Lombardia e il 18% in Piemonte. Si tiene le mani libere e dall’opposizione coltiva il progetto della secessione delle regioni dell’Italia settentrionale, quella che insieme a Miglio battezza come l’indipendenza della Padania. Dà vita al Parlamento del Nord che si riunisce periodicamente a Mantova, suscitando le critiche e le accuse di voler dividere in due l’Italia del centrosinistra. Il centro sinistra è al governo con Prodi (1996-1998); poi con D’Alema (1998-2000) e Amato (2000-2001). Bossi tiene la Lega all’opposizione e dopo il gelo dei mesi precedenti riallaccia i rapporti con Berlusconi. Nel 2001 Forza Italia e Lega fondano la Casa delle Libertà che vince le elezioni politiche ma la Lega crolla dal 10 al 3,9%. Tuttavia Bossi entra al governo con l’incarico di ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione.
L’11 marzo 2004 è una data spartiacque. Bossi viene colpito da ictus celebrale e ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Si salva ma la degenza e la riabilitazione sono molto lunghe e il senatur è costretto per diversi mesi a interrompere l’attività politica.
Nel 2006 viene confermato alla Camera, ma rifiuta il seggio per restare al Parlamento europeo. Due anni dopo viene rieletto alla Camera e nominato ministro delle Riforme istituzionali nel governo Berlusconi IV. Al declino fisico si aggiunge quello politico. Il 5 aprile 2012 sotto la spinta delle inchieste delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, è costretto a dimettersi, accusato di aver stornato una parte dei fondi della Lega Nord e averli dati alla sua famiglia. Il consiglio federale insedia un triumvirato composto da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago.
Nel maggio 2012 viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con l’accusa di truffa ai danni dello Stato, soldi dei rimborsi elettorali che veniva utilizzato per esigenze personali. Nel 10 luglio 2017 il tribunale di Milano lo condanna a due anni e tre mesi di reclusione per truffa ai danni dello Stato a causa dei rendiconti depositati in Parlamento tra il 2008 e il 2010 per ottenere indebitamente fondi pubblici. La parabola del senatur declina. Bossi si allontana dalla scena politica, ma nel 2013 si candida alle primarie che la Lega Nord ha indetto per nominare il nuovo segretario. Vince Salvini che ottiene l’82% dei voti e per la Lega si apre una nuova stagione politica. Con Salvini non mancano i dissapori, le polemiche e gli scontri. Ma al vecchio guerriero viene riconosciuto l’onore delle armi e nel 2018 viene ricandidato e eletto al Senato. Alle politiche anticipate del 2022 viene ricandidato alla Camera, venendo rieletto deputato per la 19ª legislatura.
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