Il Tirreno

Versilia

La testimonianza

Morti sul lago di Massaciuccoli, l’amico di Giorgio e Andrea: «Il barchino e l’ultima telefonata: ecco cosa è successo»


	A sinistra l'amico delle vittime, a destra il luogo della tragedia
A sinistra l'amico delle vittime, a destra il luogo della tragedia

Erano andati come molte altre volte a caccia di anatre nel capanno che condividevano: poi, proprio quando stavano per scendere dall’imbarcazione, qualcosa è andato storto. I familiari non vedendoli tornare a casa sono andati a cercarli compiendo la terribile scoperta. Il corpo di uno dei due è ancora disperso: le vittime erano residenti a Torre del Lago

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TORRE DEL LAGO. «Stiamo tornando a casa, siamo in quasi in Darsena. Lasciamo la barca e arriviamo». L’ultima telefonata. Poi due ore di silenzio assoluto, la preoccupazione crescente dei parenti e l’inizio delle ricerche. Con la drammatica scoperta sulla riva del lago di Massaciuccoli, dove nella tarda mattinata di domenica 7 gennaio è stato rinvenuto il corpo senza vita di Giorgio Montemagni , 69 anni, di Torre del Lago. Insieme a lui, sul barchino che si è rovesciato, anche Andrea Pardini, 53 anni: il suo corpo è stato ritrovato alle 19 di domenica 7 gennaio. Giorgio e Andrea erano amici e avevano da poco terminato una sessione di caccia alle anatre nel loro capanno. «Due esperti, sia di caccia che del lago. Quanto è accaduto è una tragica fatalità». A parlare è Moreno Bacci, amico di Giorgio e Andrea. Anche lui cacciatore. 

La ricostruzione

Moreno spiega cosa potrebbe essere successo: «Giorgio e Andrea sono esperti, sanno come manovrare il barchino. La loro imbarcazione è in alluminio, non in legno. Guadagna qualcosa in agilità, ma è un po’ meno sicura rispetto ai barchini in legno. Stando a quanto abbiamo ricostruito – dice ancora Bacci – in un momento di distrazione hanno urtato contro un ciglio di terreno, che dopo l’impatto è franato facendo perdere di stabilità la barca. Quasi sicuramente hanno pagato carissima una distrazione». 

La telefonata

Moreno racconta come il cugino di uno dei due uomini che erano a bordo del barchino abbia riferito della telefonata in famiglia di uno dei due cacciatori poco prima della tragedia: «Avevano fatto sapere a casa che stavano rientrando – prosegue Moreno Bacci –dopodiché i familiari non li hanno visti arrivare. Entrambi sono residenti a Torre del Lago, quindi al massimo impiegano un’ora di tempo dalla darsena, il punto in cui lasciano il barchino, a casa. Quando i parenti non li hanno visti arrivare, dopo quasi due ore, si sono messi a cercarli e una volta arrivati sul lago hanno trovato il corpo di Giorgio». 

Il dettaglio

Ma Giorgio e Andrea, una volta caduti in acqua, potevano salvarsi? Di sicuro a complicare le cose ci si è messo l’abbigliamento, come spiega ancora l’amico, Moreno Bacci: «Erano vestiti in modo pesante considerata la bassa temperatura, e sicuramente indossavano stivali. Inoltre spesso lasciamo la cartuccera indosso, che appesantisce il corpo ancora di più. Quando sono caduti in acqua l’abbigliamento li ha sicuramente penalizzati, rendendo quasi impossibile qualsiasi movimento». 

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