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Versilia

Il commento

Rialziamoci dopo l'inferno di fuoco in Versilia e scriviamo insieme una bella fiaba per il futuro

Federico Lazzotti
Rialziamoci dopo l'inferno di fuoco in Versilia e scriviamo insieme una bella fiaba per il futuro

Dalla foto di un pompiere stremato nella piazza di Gualdo arriva l'allegoria del dramma e un sparanza. Ora prendiamo dall'armadio il mantello da eroe e facciamo del nostro meglio per ricostruire la normalità

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VIAREGGIO. Da Gualdo, il paese delle fiabe arrampicato sulle colline ferite di Massarosa, arrivano in una stessa immagine l’allegoria dell’apocalisse di fuoco vissuta dalla Versilia in questi giorni e una speranza per il futuro da cui ripartire. Scrivendo insieme un nuovo racconto. È nella foto di in un vigile del fuoco che si riposa, forse dorme, stremato dopo giorni di lavoro. Ore e ore trascorse, insieme a colleghi coraggiosi, faccia a faccia con il mostro che voleva mangiarsi tutto. E in parte ci è riuscito. Capace di sparire qui e tornare più forte e più cattivo qualche chilometro più avanti. Il pompiere è sdraiato sull’unica superficie liscia che ha trovato intorno a sé: una panchina all’estremità della piazza. Si copre il volto con le mani per difendersi dalla luce. Probabilmente ne ha vista troppa e troppo intensa in questi giorni. Sullo sfondo il fumo copre la vallata. In basso c’è uno spicchio della parte anteriore del camion dei vigili del fuoco. Se fosse una fiaba – e speriamo che lo diventi – al suo risveglio troverebbe intorno a sé un esercito di amici immaginari: fate, orchi, giganti buoni, animali parlanti e nani con poteri magici. Personaggi speciali che aiuterebbero l’eroe a riconquistare l’oggetto che sogna. In questo caso il ritorno alla normalità: le case ricostruite, la vegetazione rigogliosa, gli animali di nuovo nel bosco.

Ecco perché è il momento di trasformarci, di prendere dall’armadio il mantello magico che avevamo scordato di avere. Sopra ci sono le nostre doti migliori: l’altruismo, l’impegno, la pazienza. In molti, in questi giorni, ci stanno insegnando che non è poi così difficile tirarle fuori. Si può fare, checcevo’. Serve crederci. La strada da percorrere per arrivare alla nostra Oz sarà lunga e faticosa. Ma in compagnia ci faremo coraggio. E poi si sa: le fiabe aiutano i bambini a sognare un mondo migliore prima di fare bei sogni. E agli adulti, quando gliele leggono, ricordano che un tempo sono stati degli eroi. Ed era bellissimo.


 

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