Il Tirreno

Versilia

dopo la tragedia  

Chef della Versilia morto a 35 anni, il dolore dei familiari: «Era uno sportivo, il malore è inspiegabile»

Federico Lazzotti
Antonio Campanale (primo a sinistra) con il cugino (primo a destra) mostra la targa del Tirreno
Antonio Campanale (primo a sinistra) con il cugino (primo a destra) mostra la targa del Tirreno

Antonio Campanale si è accasciato mentre era a correre nella zona che costeggia il padule di Massarosa

07 gennaio 2022
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Massarosa. Il dolore blocca le parole. Ecco perché i familiari di Toni, lo chef con la passione per il fitness morto a 35 anni mercoledì mentre si allenava nella zona che costeggia il padule di Massarosa, fanno fatica a raccontare. E soprattutto a ricordare Antonio, fisico da budybuilder e mani da poeta della cucina.

«Andava ad allenarsi ogni giorno in quella zona – ripetono come per allontanare quello che sembra un brutto sogno dal quale vorrebbero svegliarsi presto – Lo faceva prima di andare nel suo ristorante che a pranzo era chiuso e apriva solo a cena. Era un ragazzo che si allenava, sempre in forma. Ecco perché il malore che lo ha colpito è qualcosa che non riusciamo a spiegarci». Per scoprire il mondo di Antonio Campanale, Svizzero di nascita, dna sardo e cuore toscano, è necessario attraversare la Versilia, dove aveva scelto di vivere con la compagna, e arrivare ad Arena Metato, nel pisano, e più precisamente in via San Giovanni 71.

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È qui che si aprono le porte dell’osteria-pizzeria Bellavista, di cui Toni era il titolare e lo chef. Proprio dentro al locale dove il gusto dell’arredamento si sovrappone a quello dei piatti, che nel maggio di tre anni fa è stata scattata la foto che pubblichiamo. A sinistra c’è Antonio, con la divisa da chef: giacca bianca e grembiule nero legato alla vita. In mano la targa che il Tirreno gli ha appena consegnato per celebrare la serata organizzata dal nostro giornale insieme a Cna. Raccontava Toni parlando delle portate a base di salumi e creatività che aveva creato con la consulenza dello chef Pietro Vattiata: «Creare questo menù non è stato semplice – spiegava – ma avendo a disposizione materie prime eccellenti, come i salumi Rosi, non abbiamo fatto altro che pescare nella cucina toscana, portando un tocco di freschezza con l’utilizzo delle erbe aromatiche».

Con Toni, in questa stessa immagine, c’è anche il cugino con il quale condivide lo stesso nome e un percorso culinario e imprenditoriale che li h visti sempre fianco a fianco negli anni. Proprio Antonio, cugino della vittima, si sta occupando di tutte le pratiche che riguardano i prossimi giorni di dolore e commozione. Oggi molto probabilmente il pubblico ministero deciderà se effettuare o meno l’autopsia sulla salma. «Il medico che ha fatto l’esame esterno – hanno confermato i carabinieri ai familiari – ci ha spiegato che si è trattato di un malore». Intanto ieri, dalla Sardegna, sono arrivati i due fratelli di Antonio.

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